Telelavoro con contratto dipendente: regole e incentivi (PMI)

Leggendo l’articolo balza all’occhio questo punto:

Diritti

In caso di lavoratore dipendente, restano inalterati i diritti spettanti ai lavoratori che svolgono in maniera tradizionale le medesime mansioni. Il datore di lavoro deve inoltre fornire al telelavoratore tutte le informazioni inerenti: contratto collettivo applicato, tipologia di prestazione da eseguire, unità a cui deve fare riferimento e superiore diretto al quale rivolgersi in caso di bisogno.

Proprio come in Unicredit…peccato che l’Azienda ai telelavoratori faccia firmare un contratto individuale che va in contrasto con il CCNL di categoria.

Il tutto ovviamente con il benestare dei SindacABI…

(Immagine: www.lentepubblica.it)

Unicredit: TeleWORK, Smart WORK, Smart WORKing… tutte facce della stessa medaglia

Nei giorni scorsi Unicredit ha confermato che il prossimo 2 Giugno prenderà ufficialmente il via il progetto Smart Work, che altro non è che il prosieguo della giornata di “lavoro agile” già sperimentata a Milano qualche mese fa.

   Il progetto, come i lavoratori sapranno, offre ai lavoratori del Gruppo la possibilità di lavorare al di fuori della propria sede di lavoro per un giorno a settimana (previa sottoscrizione di un contratto individuale). Al momento la possibilità di partecipare a questa fase di sperimentazione  (della durata di sei mesi) sarà assicurata solo ad alcune strutture di Ubis…….

Unicredit: TeleWORK, Smart WORK, Smart WORKing… tutte facce della stessa medaglia

(Immagine: www.donnalab.it)

Telelavoro, smart working, lavoro agile… parla parla, ma alla fine… ghe n’è minga!

Ed in Unicredit la presa per il culo è all’ennesima potenza!

Smart Working: la proposta di legge sul nuovo Telelavoro. Meanwhile in Unicredit…

 

(Immagine: http://www.medioshopping.com)

Nell’indifferenza generale: Giornata Mondiale del Telelavoro

Non ci si deve poi meravigliare se molti lavoratori che utilizzano questo strumento di lavoro si dicono discriminati e penalizzati rispetto agli altri!

Il 16 settembre è stato proclamato il Giorno Mondiale del Telelavoro, strumento di flessibilità organizzativa in grado di favorire tanto le imprese quanto i lavoratori, e invero ancora poco utilizzato, nonostante la tecnologia pervada il nostro mondo.

Il presente bollettino speciale, realizzato in collaborazione con la Coordinación de Teletrabajo del Ministerio de Trabajo, Empleo y Seguridad Social de la Nación Argentina, oltre a raccogliere gli atti della “Jornada de Teletrabajo en el Ámbito Internacional – V Encuentro del Grupo de Teletrabajo e-LAC 2015” celebratasi lo scorso 9 settembre a Buenos Aires, si propone di fornire un quadro generale dello stato attuale del telelavoro nel mondo, attraverso la pubblicazione di articoli e materiali sul tema provenienti da diversi paesi e continenti.

Il bollettino si presenta nella nuova versione “twitter based”, più aperta e partecipativa, e maggiormente al passo con gli strumenti della tecnologia e della comunicazione del futuro.

Lavinia Serrani

Capo Redattore ADAPT Internacional

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(immagine: http://blog.veespo.com)

Bancari: Le Segreterie Nazionali come i comici di Zelig…

…molto spiritosi.  Però se proprio vogliono fare dell’umorismo, almeno che non facciano ringhiare…

Questi stanno sempre a creare Osservatori, Commissioni, Laboratori… ma poi stringi stringi… non si arriva a nulla.

Ci sono già leggi Europee e nazionali, persino articoli di CCNL eppure le Aziende continuano a farla da padrone, in barba alle esigenze ed ai diritti dei lavoratori.

Ci sono società come Unicredit dove il telelavoro viene osteggiato e le agevolazioni dei beneficiari della legge 104 avversate.

Fate seguire alle parole i fatti, altrimenti suona solo come una presa per il fondoschiena dei lavoratori…

Primo passo concreto verso nuovi modelli di organizzazione del lavoro

E l’ufficio non c’è più…

Unicredit è moooolto più avanti…noi abbiamo anche le “aree di lavoro informale” (leggasi bar aziendale)

Se l’ufficio entra in una valigia

Alla Siemens kit con pc, telefonino e possibilità di lavoro da casa

MILANO – C’è una rivoluzione silenziosa nel mondo del lavoro. Stanno sparendo gli uffici. Niente più scrivania, pc smaterializzato insieme con il telefono fisso e la foto dei bambini. Le imprese più avanzate consegnano ai dipendenti una valigetta dove ci sono cellulare e pc. Poi ciascuno lavora dove e quanto vuole. Chi ci tiene può andare anche in azienda. Poi, però, si mette dove capita. Nessuno ha un posto fisso per sé, nemmeno i dirigenti. Le scrivanie ci sono, ma hanno le ruote, si spostano a seconda delle esigenze di giornata.
Non è fantalavoro. Si sta già facendo. Nella sede milanese della Siemens, per esempio. Novecento dipendenti. Qui Continua a leggere

UBIS: Il dipendente? Trattato come se fosse una scrivania o un computer.

Addio alla propria scrivania, addio privacy, addio ai colleghi con i quali si condivide uno spazio. Basta personalizzazioni dei luoghi di lavoro che ci facevano sentire un po’ più a nostro agio. Basta portapenne col logo della squadra del cuore, basta calendari da tavolo.

Basta ai vasi con tante piantine che davano un po’ di allegria e di “ossigeno” agli uffici.

I luoghi di lavoro dovranno essere asettici ed anonimi e soprattutto intercambiabili.

La condivisione all’ennesima potenza. Continua a leggere

Telelavoro & Politica.

Toh, in politica c’è chi ha la sensibilità di parlare di telelavoro proponendo la creazione di punti pubblici di telelavoro e l’incentivazione per le imprese che utilizzano questa modalità di organizzazione del lavoro.

Facessero altrettanto i sindacati….si potrebbe realizzare anche un congruo contenimento dei costi per Unicredit.

Vedasi:

http://www.beppegrillo.it/listeciviche/documenti/carta_di_firenze.pdf

http://www.beppegrillo.it/iniziative/movimentocinquestelle/Programma-Movimento-5-Stelle.pdf

Osservatorio Nazionale sulla Famiglia – Conciliazione famiglia e lavoro: buone pratiche di welfare aziendale

A dicembre l’Osservatorio Nazionale sulla Famiglia ha pubblicato un rapporto a cura di Sandra Mazzucchelli dal titolo “Conciliazione famiglia e lavoro. Buone pratiche di welfare aziendale”.

L’Osservatorio mette a disposizione, per chi lo desiderasse, l’e-book gratuito e scaricabile a questo link : Conciliazione famiglia e lavoro (in pdf – 2.850Mb – pp.277)

E’ uno studio interessante e teso ad identificare le diverse realizzazioni di un welfare aziendale che dovrebbe garantire buone pratiche di conciliazione famiglia-lavoro e che si scontra con le complessità e difficoltà di queste “policy” con fattori che possono essere politici, culturali, sociali ed economici.

Importante il richiamo che viene fatto al ruolo sociale delle Imprese, di attori principali e non solo di veicolo d’applicazione di norme generali.

Il contributo delle aziende, quali ambiti strategici e fondamentali nel processo di ricomposizione dei tempi di vita, assuma una significativa rilevanza; proprio le realtà imprenditoriali, secondo una visione di Corporate Citizenship, sono oggi chiamate a ben radicarsi nel proprio territorio e a diventare, quindi, un nuovo attore della società, con propri diritti e doveri di cittadinanza.

Un principio che andrebbe colto e sviluppato anche all’interno della nostra Azienda. Circa un anno fa, il 21 febbraio 2011 per l’esattezza, compariva a portale una nota sintetica dal titolo “Vita e lavoro. Come?”. In quelle poche righe UniCredit ci manifestava la sua più grande ambizione: garantire un sano equilibrio tra vita privata e vita lavorativa.

L’ambizione del Gruppo – ci dicevano – è quella di sviluppare le tematiche di Welfare e Conciliazione lavoro/famiglia per essere in grado di offrire soluzioni che rispondano sempre meglio alle aspirazioni e alle esigenze dei colleghi e delle loro famiglie. Parole sante! Mamma UniCredit vuole avvolgere tutti i suoi figli in un caldo ed amorevole abbraccio, coccolarli ed accudirli.

Anche l’allora capo dell’ HR di GBS, Marco Berini, in un meeting tra Oo.Ss. ed Azienda del lontano Ottobre 2010 aveva dichiarato che GBS affronta il tema della flessibilità e che questo argomento è sostenuto niente meno che dal Gran Capo in persona (Paolo Fiorentino).

Telelavoro ma non solo. Anche altre forme che consentono di essere produttivi a prescindere dal luogo dove si lavora e che sappiano venire incontro alle esigenze familiari dei colleghi.

Ma cos’è seguito di concreto? Un’indagine …. “di mercato”, come si fa per i detersivi o gli shampoo. Poi più nulla.

Anche il Telelavoro che dovrebbe essere il perno intorno al quale sviluppare un nuovo approccio al tema non è stato sviluppato. Anzi, i pochi colleghi che si sono avventurati nella sperimentazione sono trattati a tutti gli effetti come lavoratori di serie B.

Il Dr. Berini aveva dichiarato un anno e mezzo fa: “Il Telelavoro dovrà dare un vantaggio organizzativo per l’Azienda oltre che per il singolo”.

Sarà, ma qui di “organizzativo” (ed organizzato) c’è ben poco.

Persino nell’accordo siglato l’8 Marzo 2011 fra Ministero del lavoro e (tutte) le parti sociali sulla tematica di sostegno alle politiche di conciliazione tra famiglia e lavoro, spicca la possibilità di utilizzare il telelavoro in alternativa a congedi parentali o in periodi con maggiori esigenze di conciliazione.

Proprio come da noi! E’ triste dover ammettere che in UBIS, o meglio in Unicredit, la conciliazione Vita e Lavoro è e rimane un’utopia.