Lavoratori di #Twitter: da #smartworking a #teleworking. Per sempre

Twitter ha annunciato che, se i suoi dipendenti lo vorranno, potranno lavorare da casa “per sempre”, anche dopo l’emergenza da coronavirus. Lo ha dichiarato attraverso una nota nel suo blog, sottolineando che questi mesi hanno dimostrato come il lavoro da casa può funzionare. La decisione dipenderà comunque dal singolo lavoratore, che potrà tornare in ufficio appena le condizioni sanitarie lo permetteranno.

Unicredit Work life balance. Simmo ‘e Napule paisà!

In Unicredit è stato siglato tra Azienda ed organizzazioni sindacali un accordo che prevede diversi strumenti, in molti casi innovativi e sperimentali sia per UniCredit che per il settore bancario,  per agevolare i dipendenti che si trovano in condizioni particolari (familiari o di salute). Quello che però traspare dal comunicato è l’impegno profuso per farci lavorare meno (e solo per determinate casistiche), non già per farci lavorare meglio.

Non a caso per il “lavoro agile” non si sono recepite le aperture e gli incentivi previsti per legge, sul “telelavoro” addirittura si sono fatti propri i versi della più classica delle canzonette partenopee: “Chi ha avuto, ha avuto, ha avuto, chi ha dato, ha dato, ha dato, scurdámmoce ‘o ppassato, simmo ‘e Napule paisá!“; ovvero chi ha avuto il telelavoro se lo tiene, chi è arrivato tardi a chiederlo…peggio per lui. Un colpo basso, un elogio alla discriminazione.

Sulla TUTELA DEI TEMPI DI DISCONNESSIONE poi si rimane basiti. Se non si riesce a far applicare un accordo come quello sulle “pressioni commercaili” o sul rispetto della “pianificazione delle ferie” previste dal CCNL (qui il comunicato fresco fresco), si potrà mai evitare di essere disturbati con mail e chiamate ad ogni ora? E come mai non si fa alcun riferimento alla prassi poco conciliante vita/lavoro di fissare meeting ben oltre il normale orario di lavoro?

Aspettiamo di poter leggere il testo dell’accordo…

E chiagnenno, chiagnenno, s’avvìa,
ma po’, ‘a nustalgìa,
fa priesto a fernì.

Basta ca ce sta ‘o Sole

 

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Qui il comunicato sindacale unitario

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UBIS S.C.p.A. : sbalordito osservo gli orrori del mio tempo

(…) Tale comunicazione, inviata dal Team Community Online BT con la richiesta di fornire informazioni sulla propria attività lavorativa a persone appartenenti ad altra azienda, ancorché del Gruppo, riteniamo debba essere oggetto di adeguata informativa sia ai Colleghi che alle Scriventi OO.SS.(…)

Unicredit non è nuovo a casi simili, anche se non direttamente stigmatizzati dalle organizzazioni sindacali (ed a questo proposito ci sarebbe da chiedersi perchè….). E’ il caso di colleghi di Ubis contattati direttamente dalle strutture HR di #UCI per svolgere attività nell’ambito delle tematiche di salute e sicurezza o per richieste di adesione o rinnovo al contratto individuale di telelavoro.

Lascia perplessi che la funzione HR di UCI non si relazioni direttamente con gli HRBP delle aziende interessate. Se non altro l’HR di #Unicredit eviterebbe di porre in essere comportamenti contrari agli ordini di servizio emanati dalle singole aziende (è il caso delle richieste avanzate per i colleghi in teleworking in contrasto con l’OdS emanato da #Ubis nel settembre 2016) o più semplicemente eviterebbe magre figure con i colleghi avanzando richieste inattuabili e dimostrando di non saper neppure relazionarsi con i lavoratori in base ai loro skill e alla loro attività lavorativa (gran brutta cosa per chi si occupa di gestire il “capitale umano” di un’azienda, no?).

Non c’è che dire; in UCI cambiano i Top Manager ma… il pressapochismo resta! 

 

Il comunicato sindacale:

 

UBIS S.C.p.A.: la community di Business Trasformation Banking Services

Comunicato delle Segreterie di Coordinamento di UBIS S.C.p.A.

In data odierna, le/i colleghe/i delle Operations di Ubis hanno ricevuto una mail di invito a partecipare alla community di Business Trasformation Banking Services con lo scopo di condividere progetti, documenti, video e foto (?!?!)

Tale comunicazione, inviata dal Team Community Online BT con la richiesta di fornire informazioni sulla propria attività lavorativa a persone appartenenti ad altra azienda, ancorché del Gruppo, riteniamo debba essere oggetto di adeguata informativa sia ai Colleghi che alle Scriventi OO.SS.

Queste iniziative aziendali generano confusione e incertezza, in un momento in cui la chiarezza e la trasparenza sono le azioni concrete da metter in atto, visto che abbiamo appena iniziato il confronto sulla riorganizzazione delle Operations.

Le scriventi OOSS invitano, quindi, a non aderire a tale iniziativa, fino a quando non saranno chiariti i termini dei progetti e dei perimetri societari.

Milano, 28 ottobre 2017

Le Segreterie di Coordinamento di UBIS S.C.p.A.

FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UIL.C.A. – UniSiN

 

UniCredit. Misure per la conciliazione vita/lavoro? Sì, no, forse…

(…) Spazio dedicato anche alle soluzioni di lavoro alternativo che alleggeriscono il traffico cittadino. Come lo Smart Working di UniCredit.

“Un progetto interfunzionale, che coinvolge persone, spazi e tecnologia e rappresenta un modo rivoluzionario di gestire e vivere gli ambienti e i tempi di lavoro – ha sottolineato Sandro Leone, Responsabile Area Retail Palermo Centro di UniCredit -. ”A Palermo inoltre, UniCredit ha installato, dopo avere ottenuto l’autorizzazione del Comune, 8 rastrelliere in Piazzale Ungheria per il posteggio di biciclette per un totale di 40 posti”. (…)

Settima edizione di No Smog Mobility, tra futuro, informazione e sicurezza

meanwhile in Ubis

…si trasforma il telelavoro da strumento di organizzazione del lavoro a benefit discrezionale, un po’ come il premio di rendimento… il tutto in barba al contratto nazionale di categoria e agli stessi Ordini di Servizio emanati dall’Azienda.  Azienda che però è molto scaltra e sul tema conciliazione vita/lavoro non perde occasione di farsi pubblicità; non a caso sul sito ufficiale di Unicredit si legge: (vedasi https://www.unicreditgroup.eu/it/press-media/press-releases/2017/unicredit-aderisce-alla-settimana-del-lavoro-agile-2017-promossa.html )

Telelavoro: una modalità di lavoro favorita dall’adozione di strumenti informatici e telematici; dal 2008, il numero delle adesioni è in graduale aumento e ha avuto un positivo sviluppo dopo gli accordi sindacali sul Piano Industriale del 2010 e del 2014.

Immagine: giphy.com

UBIS: Comunicato sindacale “A PROPOSITO DI CREDIBILITA’… !!!”

Per evitare fraintendimenti precisiamo che la “credibilità” di cui si parla è riferita all’Azienda. Quella sindacale la potremo testare sul campo se dopo i proclami ci saranno azioni.

Ps – Lascia basiti che il comunicato unitario non riporti nessuna news relativa all’ennesimo trasferimento di lavoro in Romania: ormai tutto sembra lecito ed a tutto ci si assuefà.

A PROPOSITO DI CREDIBILITA’… !!!

Venerdì 29 settembre 2017 si è svolto un incontro, tra le scriventi Segreterie di Coordinamento delle Organizzazioni Sindacali e la Direzione/struttura HR di UBIS, nel corso del quale sono stati affrontati temi relativi a BT/Operations, Telelavoro, Smart Work, inquadramenti.

TRASFERIMENTO VERSO RETE DI COLLEGHI DELLE OPERATIONS

L’argomento più delicato riguarda il trasferimento di nostri/e colleghi/e verso la “rete”, rispetto al quale è stata fornita al tavolo sindacale, da parte del rappresentante HR, una scarna ed improvvisata comunicazione che ha riscontrato il nostro forte disappunto e la nostra pesante critica soprattutto in merito alle ricadute sui/sulle Lavoratori/trici di UBIS. Nei giorni successivi all’incontro con le OOSS, rimaste in attesa di maggiore chiarezza, comunicazioni ulteriori sono state fornite ai Lavoratori/trici negli uffici UBIS di Torino e Modena, creando un clima di grande tensione. La comunicazione, anticipata da una mail di UniCredit SpA prevista solo per il perimetro BT, riguarda un annunciato “progetto” di trasferimento sulla “rete” di complessivi circa 140 Lavoratori/trici appartenenti alle strutture BT di Unicredit spa e Operations di UBIS, attualmente presenti sulle piazze di Torino, Modena e Bologna. Riteniamo inappropriate e inadeguate le modalità di comunicazione adottate, insufficienti e approssimative dal punto di vista dell’esposizione e comprensione del progetto, ma soprattutto incuranti delle persone in carne ed ossa che sono oggetto di questa pesante riorganizzazione. Non è ammissibile che si facciano piovere improvvisamente dall’alto sui Lavoratori/trici comunicazioni di tale portata, che impattano in maniera davvero rilevante sulla vita lavorativa dei colleghi/e, dando illustrazioni del progetto che evidenziano modalità di attuazione rigidamente predeterminate e un taglio perentorio circa i trasferimenti, il tutto senza uno straccio di indicazione circa i programmi di formazione/riconversione che si intendono realizzare.

L’azienda deve abbandonare la logica dei Powerpoint e degli Fte ed iniziare a pensare ai Lavoratori come PERSONE !!!

Ma dove è finita la tanto sbandierata attenzione di UBIS verso i colleghi, la teorizzata vicinanza alle persone, alla loro professionalità ed alle loro situazioni?

 

Il 23 gennaio l’Amministratore Delegato di Ubis dichiarava suo interesse percorrere la strada del dialogo sociale, con un leale e produttivo confronto con le Parti Sociali, in quanto sensori del clima aziendale, e il responsabile HR area COO dichiarava la strategicità e la centralità di UBIS per il Gruppo Unicredit, dimostrato, secondo quanto affermato, anche dagli investimenti e dalle sinergie più stringenti con le strutture di Holding.

Oggi ci troviamo di fronte a comunicazioni raffazzonate ed evasive: ricordiamo all’Azienda le previsioni del CCNL relative alle riorganizzazioni ed alle modalità di trasferimento dei/delle Lavoratori/trici!

C’è stato un cambio di strategia ai piani alti di UBIS in soli dieci mesi ?

Nel ribadire il nostro forte disappunto, esigiamo che l’Azienda faccia rapidamente chiarezza sull’intera questione e soprattutto che ponga la necessaria e dovuta attenzione alle persone, alle professionalità ed alle ricadute di un progetto che qualcuno ha pensato e, fino ad ora, gestito senza tenere in minima considerazione gli impatti sui/sulle Lavoratori/trici.

Non vorremmo proprio che anche questa operazione avesse le stesso esito di altre scelte, come quella di ES SSC, che il Management, attualmente responsabile dell’area Operations di UBIS, in passato ha progettato, declamato e osannato e che a cinque anni dall’avvio vedono conclamato il fallimento del progetto industriale con le migliaia di ticket arretrati, con i continui problemi che tutti i giorni i colleghi incontrano nella gestione di permessi, assegni familiari, ferie, con i problemi operativi e con le opportunità di business e di mercato mai trovate.

TELELAVORO

Abbiamo rappresentato all’Azienda la nostra forte contrarietà nei confronti dell’interpretazione data di recente dalla struttura HR a questo importante istituto contrattuale: negli ultimi mesi diversi colleghi hanno segnalato un restringimento ed irrigidimento delle modalità di proroga del contratto individuale di Telelavoro, prima riconosciuto a tempo determinato per un anno e rinnovabile per gli anni seguenti.

Abbiamo ricordato all’Azienda la prassi consolidata – prima in UGIS, UCBP e poi in UBIS – da oltre un decennio, che ha visto la costante adozione di un approccio positivo indirizzato al pieno accoglimento delle domande di nuove concessioni e di rinnovo, e che ha portato all’Azienda importanti riconoscimenti a livello nazionale in materia di conciliazione vita-lavoro. Non abbiamo per nulla condiviso l’approccio iniziale dell’azienda che prevedeva la necessità della presenza di non meglio precisate causali/motivazioni idonee a permettere il riconoscimento/proroga del Telelavoro e che tendeva a sminuire la professionalità dei colleghi in Telelavoro, adottando inoltre un approccio inquisitorio da parte degli HRBP. Abbiamo riaffermato che l’art.36 del vigente CCNL(e l’OdS del 27/09/2016), nel normare questa diversa modalità di esecuzione della prestazione lavorativa, non fa alcun riferimento a causali/motivazioni idonee e/o non idonee: i criteri guida indicati sono quelli che, lo ripetiamo, hanno contraddistinto anche la nostra esperienza in tutti questi anni. Si fa riferimento quindi agli scopi, che sono: consentire maggiore flessibilità nel lavoro e la possibilità di favorire l’efficienza e la produttività delle imprese, rispondere ad esigenze sociali quali la tutela dell’ambiente, il miglioramento della qualità delle condizioni di vita, la migliore gestione dei tempi di lavoro, una più efficace integrazione nel mondo del lavoro dei disabili.

Abbiamo quindi ribadito che, in presenza di “telelavorabilità” delle attività, gli unici criteri cui si deve fare riferimento per la gestione delle domande di Telelavoro (nuove e rinnovi) sono quelli che discendono dalle previsioni contrattuali.

SMART WORK

Abbiamo lamentato la stasi, che ormai si protrae da mesi, nella concessione di nuove opportunità di lavoro in “Smart-Work” (o “Lavoro Agile”, secondo la nuova accezione normativa), nonché i ritardi nell’allargamento delle aree aziendali in cui questa modalità è applicabile. L’Azienda, nel ricordare che la gestione dello “Smart-Work” è stata da qualche mese accentrata in Capogruppo, ha affermato che il blocco attuale è determinato dalla necessità di uniformarsi alle nuove previsioni ed incombenze burocratiche stabilite dal recente Decreto Legislativo che norma il “Lavoro Agile” … sappiamo che così non è in quanto il blocco nella nostra azienda era arrivato ben prima della nuova normativa di legge. Questa particolare attenzione aziendale alla nuova normativa di legge non può bloccare la nostra positiva sperimentazione in materia e soprattutto deve riguardare anche previsioni contenute nello stesso Decreto concernenti la parità di trattamento economico e quindi anche l’erogazione dei ticket pasto, da noi più volte richiesta, nelle giornate di Smart-Work …l’elemento che ci lascia perplessi è che a nostra precisa richiesta l’Azienda non è riuscita a formalizzare tempistiche per l’estensione dello Smart Work ad altre aree di UBIS. Abbiamo ribadito che la nostra positiva esperienza aziendale in materia è ormai maturata da diversi anni (ricordiamo che siamo stati la prima azienda del Gruppo a sperimentare lo “Smart-Work”) e che occorre proseguire con celerità nel solco di quanto sviluppato nel percorso compiuto in UBIS allo scopo di soddisfare le forti aspettative dei/delle colleghe/i.

PROCUREMENT

A domanda specifica sulle voci di una possibile cessione del procurement da UBIS a Capogruppo ci è stato risposto ufficialmente dalle Risorse Umane, che al momento è in corso uno studio di fattibilità e che nessuna decisione è stata presa a nessun livello.

INQUADRAMENTI

Sulla scia degli accordi di gruppo, l’azienda è stata sollecitata nel l’iniziare un confronto su un tema molto sentito dai colleghi/e. Un prima proposta aziendale dovrebbe pervenire entro metà novembre.

ESODI

A chiusura dei 4 piani di esodo firmati le uscite complessive su UBIS saranno 631.

Nel pomeriggio poi si è svolto l’incontro con il CIO dell’area IT Commercial Banking in cui ci è stata fornita una panoramica dell’evoluzione dell’IT nel settore bancario e di alcuni progetti allo studio di cui terremo informati non appena avremo altri dettagli.

Milano, 3 ottobre 2017

 

Le Segreterie di Coordinamento di UBIS S.C.p.A.

FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UIL.C.A. – UniSiN


 

 

 

 

 

 

 

Lavoro da remoto: sfide e vantaggi

C’era un tempo in cui si ipotizzava un futuro in cui i datori di lavoro utilizzavano la tecnologia come strumento di controllo, inducendo i dipendenti alla massima produttività. Contrariamente alle previsioni, la cultura del lavoro è andata quasi totalmente nella direzione opposta, con i datori di lavoro che tendono ad “allentare le redini” per migliorare il rendimento lasciando che i dipendenti lavorino da remoto. Il Dell and Intel Future Workforce Study 2016 ha mostrato come questa libertà sia vista sempre più come elemento che favorisce sia una maggiore qualità della vita, sia benefici legati alla produttività, mentre la tecnologia è considerata il fattore abilitante essenziale. (…)

tutto il post qui

Telelavoro con contratto dipendente: regole e incentivi (PMI)

Leggendo l’articolo balza all’occhio questo punto:

Diritti

In caso di lavoratore dipendente, restano inalterati i diritti spettanti ai lavoratori che svolgono in maniera tradizionale le medesime mansioni. Il datore di lavoro deve inoltre fornire al telelavoratore tutte le informazioni inerenti: contratto collettivo applicato, tipologia di prestazione da eseguire, unità a cui deve fare riferimento e superiore diretto al quale rivolgersi in caso di bisogno.

Proprio come in Unicredit…peccato che l’Azienda ai telelavoratori faccia firmare un contratto individuale che va in contrasto con il CCNL di categoria.

Il tutto ovviamente con il benestare dei SindacABI…

(Immagine: www.lentepubblica.it)

Telelavoro con contratto dipendente: regole e incentivi (PMI)

Telelavoro con contratto dipendente: regole e incentivi

Diritti, doveri, incentivi e costi per il datore di lavoro che concorda con il dipendente lo svolgimento delle mansioni fuori dalle mura dell’azienda in telelavoro.

Istituito nel 2002 con accordo quadro europeo, il telelavoro è una forma di organizzazione e/o di svolgimento dell’attività lavorativa regolarmente svolta fuori dai locali dell’azienda – in ambienti nella disponibilità del lavoratore che spesso coincidono con l’abitazione – che comporta vantaggi tanto per l’azienda quanto per il lavoratore. In Italia il telelavoro è stato recepito nel 2004, attraverso l’Accordo interconfederale – tra Confindustria, Confartigianato, Confesercenti, Cna, Confapi, Confservizi, Abi, Agci, Ania, Apla, Casartigiani, Cia, Claai, Coldiretti, Confagricoltura, Confcooperative, Confcommercio, Confinterim, Legacoop, Unci, Cgil, Cisl e Uil – che ne regolamenta lo svolgimento. …continua…

Telelavoro con contratto dipendente: regole e incentivi (PMI)

Telelavoro con contratto dipendente: regole e incentivi

Diritti, doveri, incentivi e costi per il datore di lavoro che concorda con il dipendente lo svolgimento delle mansioni fuori dalle mura dell'azienda in telelavoro.

Istituito nel 2002 con accordo quadro europeo, il Telelavoro è una forma di organizzazione e/o di svolgimento dell’attività lavorativa regolarmente svolta fuori dai locali dell’azienda – in ambienti nella disponibilità del lavoratore che spesso coincidono con l’abitazione – che comporta vantaggi tanto per l’azienda quanto per il lavoratore. In Italia il telelavoro è stato recepito nel 2004, attraverso l’Accordo interconfederale – tra Confindustria, Confartigianato, Confesercenti, Cna, Confapi, Confservizi, Abi, Agci, Ania, Apla, Casartigiani, Cia, Claai, Coldiretti, Confagricoltura, Confcooperative, Confcommercio, Confinterim, Legacoop, Unci, Cgil, Cisl e Uil – che ne regolamenta lo svolgimento.

…continua…

Unicredit: TeleWORK, Smart WORK, Smart WORKing… tutte facce della stessa medaglia

Nei giorni scorsi Unicredit ha confermato che il prossimo 2 Giugno prenderà ufficialmente il via il progetto Smart Work, che altro non è che il prosieguo della giornata di “lavoro agile” già sperimentata a Milano qualche mese fa.

   Il progetto, come i lavoratori sapranno, offre ai lavoratori del Gruppo la possibilità di lavorare al di fuori della propria sede di lavoro per un giorno a settimana (previa sottoscrizione di un contratto individuale). Al momento la possibilità di partecipare a questa fase di sperimentazione  (della durata di sei mesi) sarà assicurata solo ad alcune strutture di Ubis…….

Unicredit: TeleWORK, Smart WORK, Smart WORKing… tutte facce della stessa medaglia

(Immagine: www.donnalab.it)