UCS: PROCUREMENT, Anno nuovo … procedure nuove

Dal comunicato unitario:

(…) Apprendiamo inoltre con sorpresa, dato che non è stato discusso durante l’incontro, che in alcune aree del Procurement verrà tolta ai colleghi la possibilità di effettuare la giornata di smart working (da hub o domicilio), decisione su cui non rileviamo una reale necessità e su cui abbiamo già interessato le relazioni industriali per avere una informativa sulle motivazioni effettive di tale decisione che non siano frutto dell’eventuale atteggiamento precauzionale di qualche capo ufficio in apprensione, forse, per l’imminente migrazione dell’applicativo.

L’intero comunicato qui

UCS: nuovo assetto di UCS e dei bonus discrezionali

UCS e dintorni

Il 26 novembre u.s., durante l’incontro delle Segreterie di coordinamento con l’Azienda, abbiamo parlato del nuovo assetto di UCS e dei bonus discrezionali erogati.

Sono state premiate meno persone con un bonus più alto, la somma spesa (6,3 Mln) è in costante aumento nonostante il VAP sia fermo ad una cifra ben lontana dalla mensilità di qualche anno fa. Manca inoltre da parte aziendale qualunque volontà di porre regole oggettive o condivise all’erogazione di questi importi, i cui criteri di assegnazione non ci sono mai stati comunicati.

Il sistema dei bonus non riconosce la professionalità in maniera trasparente e oggettiva, non a caso l’azienda non ha mai affronto a il tema degli inquadramenti, disdetti in maniera uni laterale ed a causa delle continue riorganizzazioni, non sia mai stato aperto un tavolo nonostante la nostra piattaforma presentata, ma nelle more di una “disponibilità” a lavorare sempre e comunque, ferie comprese, con la promessa di una ricompensa in termini di bonus annuale Per quanto riguarda i bonus, registriamo che è andato a premio il 58% del personale (56% del personale femminile e 60% di quello maschile), con un bonus medio di € 3309; abbiamo richiesto il dettaglio per verificare che non ci siano discriminazioni di genere.

Unicredit Services, dopo la cessione dei rami Operations e Real Estate verso Unicredit S.p.A., si attesta ad un totale di 1984 FTE. Così suddivise:

UCS Italia………………………………………………………Totale FTE

Totale………………………………………………………………….1984

COO – Governance ………………………………………………….166

— CIO CEE……………………………………………………………….4

— CIO CIB…………………………………………………………….203

— CIO COMMERCIAL BANKING …………………………………475

— CIO FINANCE & CONTROLS ………………………………….358

— TECH……………………………………………………………….179

— TRANSFORMATION OFFICE (TO)……………………………214

COO – Operations…………………………………………………….61

COO – Security………………………………………………………253

COO – Sourcing……………………………………………………….71

Per quanto riguarda le assunzioni, nel 2019 ne sono state fatte 216; nei mesi di novembre e divembre sono previste ulterioni 26 nuovi ingressi. La distribuzione ha visto l’88% delle assunzioni sul polo di Milano ( 213 ), mentre le rimanenti 29, sono state distribuite nei diversi poli, con alcune sedi che da anni non vedono nessuna assunzione.

Su questo tema è necessario fare un chiarimento, non condividiamo le dichiarazioni aziendali che vedono uno sviluppo solo sul polo di Milano, perché tutto questo si accompagna al depauperamento professionale dei poli di Roma, Palermo, Torino, Verona e Bologna, oltre a carenze organiche, alto è il rischio per l’azienda di disperdere le tante competenze presenti nelle diverse realtà.

E’ quasi paradossale che un gruppo paneuropeo che punta tutto sulla digitalizzazione, dichiarando di voler portare all’utilizzo in remoto dei servizi della banca da parte dei clienti, non riesca ad utilizzare laUniCredit Group – Internal Use Only digitalizzazione per poter strutturare la proprio organizzazione, anche di progetto, in modo distribuito, specializzando i poli su attività specifiche dando prospettive di sviluppo degli stessi.

Non ci è stato fornito il dato del turn over che riteniamo sia un fenomeno importante, soprattutto tra i giovani. Se da un lato il turnover elevato e la dinamicità delle materie tecnologiche prevedono un forte ricambio che segue le logiche del mercato del lavoro, riteniamo che il fenomeno delle fuoriuscite sia dovuta soprattutto al peggioramento del clima lavorativo e dei carichi di lavoro.

Non ci è stato fornito nessun dato sulle consulenze che, tutti i vari A.D. che si sono succeduti, hanno sempre dichiarato di voler diminuire, ma che di fatto vediamo lievitare nelle migliaia di presenze quotidiane, con un relativo peggioramento della qualità dei servizi.

Manca il governo di una realtà così complessa come UCS, che si articola in differenti nazioni con normative e mentalità differenti.

Non c’è chiarezza nei ruoli tra la Capogruppo ed UCS, con il tempo si sono creati doppioni e sovrapposizioni, che hanno generato confusione sulle responsabilità.

Il nuovo piano industriale annuncia ingenti investimenti in tecnologie, ma non sappiamo quanto rimarrà in Italia, e soprattutto quanti appalti per consulenze informatiche sono previste

 

Le Segreterie di Coordinamento delle OO.SS. di Unicredit Services

FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA – UNISIN

 

La deregolamentazione degli orari di lavoro in UCS

Fuori orario

Da qualche tempo in Unicredit Services assistiamo ad una deregolamentazione degli orari non più sostenibile: il diritto alla disconnessione è completamente ignorato dall’Azienda che pretende prestazioni ad ogni ora del giorno e della notte.

L’ultima richiesta in ordine di tempo riguarda la proibizione al rilascio, nel normale orario di lavoro, dei passaggi di software in produzione, anche di minimo impatto, obbligando che vengano effettuati fuori dal business hours (ore 7-18) e costringendo i colleghi, anche nei casi di ordinaria e normale manutenzione, a lavorare alle 6 del mattino o dopo le 18.

Tutto ciò avviene senza una comunicazione ufficiale (ordine di servizio), ma attraverso semplici email, mettendo anche i colleghi a rischio di provvedimenti disciplinari in caso di errori.
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Denunciamo che questi orari, siano stati introdotti senza aver esperito le relative procedure previste dal CCNL: le lavoratrici e i lavoratori di Unicredit Services non si sono mai sottratti alle necessità di intervenire ad orari anche molto disagiati nel rispetto delle previsioni contrattuali e degli accordi aziendali, e pretendono che anche l’azienda faccia altrettanto. Se, a seguito di mutate necessità aziendali, devono essere rivisti o introdotti nuovi orari di lavoro, ciò si potrà realizzare solamente dopo aver esperito la necessaria e approfondita procedura sindacale e riconoscendo indennità di reperibilità, di turno e/o extra standard, straordinari e riposi compensativi adeguati anche per i Quadri Direttivi.

Riteniamo, inoltre, che spostare queste attività su consulenti che operano in azienda a tutte le ore, sia una violazione del CCNL in tema di area contrattuale.

Chiediamo anche che venga dato seguito alle nostre reiterate richieste di avere una mappatura aggiornata degli uffici dove si svolgono attività in regime di reperibilità e il relativo numero di lavoratori, nonché di poter controllare il lavoro straordinario: pare che tutto ciò sia coperto dal “segreto di stato” e i dati siano irreperibili: non può essere sempre e solo colpa di People Focus (un’altra scelta fallimentare che, nonostante l’impegno dei colleghi e delle varie task – forces, sta creando tante disfunzioni e problemi anche di carattere economico). Vogliamo che sia fatta la massima chiarezza in tempi brevissimi perché la situazione non è più sostenibile, in caso contrario metteremo in atto tutte le iniziative del caso.

Non si possono scaricare sui Lavoratori le inefficienze derivanti da una disorganizzazione ormai cronica, dovute alle scelte di un top management sempre più in confusione !!!

Milano, 21 ottobre 2019


Le Segreterie di Coordinamento delle OO.SS. di Unicredit Services S.c.p.A.
FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA – UNISIN

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In #UniCredit segnali di risveglio sindacale

Da non credere…che sia la fine dello stato catatonico in cui sembra versino le relazioni sindacali? Almeno c’è una sigla che è uscita dal torpore e si assume la responsabilità di denunciare i comportamenti irrispettosi che l’azienda tiene nei confronti dei lavoratori e dei loro rappresentanti.

Rimane da chiedersi perché solo una sigla? La risposta vien da sé….

Buona lettura

Il comunicato qui

 

Immagine: https://www.zonadifrontiera.org

#UniCredit: Dalla “reperibilità” alla “disponibilità”…il passo è breve.

DISPONIBILITA’? … NO GRAZIE

 

A seguito di molteplici segnalazioni pervenuteci da Lavoratori/Lavoratrici appartenenti a vari poli di Unicredit Services, riguardanti la richiesta aziendale di una generica “disponibilità” all’eventuale prestazione lavorativa notturna, al sabato e/o festiva,

Ribadiamo che

L’istituto della cosiddetta “disponibilitànon è previsto da alcuna norma contrattuale nazionale e/o aziendale, nè da accordi di altro genere.

La Reperibilità e i suoi relativi riconoscimenti economici, cosi come gli interventi programmati, sono le uniche previsioni richiedibili dall’azienda.

L’indennità di Reperibilità comporta un riconoscimento pari a 35€ al giorno per quella feriale e a 40€ per il sabato, la domenica e le festività infrasettimanali. Oltre ai previsti ulteriori riconoscimenti economici per gli effettivi interventi, sia da remoto che in azienda.

Invitiamo pertanto tutti i Lavoratori/Lavoratrici ad attenersi alle citate previsioni normative, in mancanza delle quali potrebbero incorrere in rischi operativi e sanzioni disciplinari.

Ricordiamo inoltre l’importanza di rispettare tutte le previsioni riguardanti il diritto alla disconnessione e alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, sanciti nell’Accordo di Gruppo del 13.04.2018 sulla Work Life Balance.

Invitiamo i colleghi/colleghe a segnalarci tutte le richieste da parte dell’azienda che non dovessero rientrare nei citati istituti.

Milano, 1 Marzo 2019

Le segreterie di Coordinamento delle OO.SS. di Unicredit Services

FABI – FIRST CISL – FISAC CGIL – UIL.C.A. – UNISIN

Cosa si cela dietro l’ennesima ristrutturazione in UCS?

Dal comunicato sindacale:

(…) I razionali illustrati dall’azienda non ci convincono in quanto applicati solo ad una parte dell’azienda; in particolare, gli annunciati risparmi di carattere fiscale si applicherebbero solamente ad una parte limitata della fatturazione di Unicredit Services, mentre ne sarebbe esclusa la parte maggioritaria e di certo questa operazione non permette di ridurre i costi del CdA di Unicredit Services…

Questa operazione, che vede un numero consistente di Lavoratori/trici rientrare in UniCredit SpA, fa mantenere altal’attenzione e la preoccupazione delle scriventi OO.SS verso i colleghi che permangono in UniCredit Services, sia per unariduzione rilevante di lavoratori e attività dal perimetro complessivo dell’azienda, sia per la memoria delle operazioni di esternalizzazione che hanno negativamente contraddistinto il recente passatoeche ci hanno vistosemprefermamente contrari. (…)

RITORNO AL FUTURO

UniCredit non sempre è “Best place to work”

Disorganizzazione, burocrazia degna del “ministero complicazione affari semplici” e non ultimo una buona dose di menefreghismo. E poi Unicredit sarebbe quello certificato “Top Employers Europe” per le sue eccellenti condizioni di lavoro offerte ai dipendenti?

Dal sito UniCredit:

Tiriamo fuori il meglio dalle nostre persone

Le persone sono la nostra più grande risorsa, perché valorizzano la nostra comunità con le loro diverse esperienze, attitudini e prospettive. Crediamo che il benessere dei colleghi abbia un impatto positivo sui clienti e sulla comunità in cui operiamo.

Per questa ragione, il nostro obiettivo è tirare fuori il meglio dalle persone offrendo loro un ambiente amichevole e di supporto. Per noi è importante trovare il giusto equilibrio tra lavoro e vita privata, grazie a soluzioni pratiche e innovative come part-time, orario flessibile e smart working. Tutto ciò per permetterti di dare il meglio sia professionalmente che personalmente,

Perché dietro ognuno di noi c’è molto di più che solo un collega.

 

Il comunicato sindacale:

 

Smart anch’io! No tu no! Ma perché? Perché no!! (lo dice la Capogruppo)

In questi mesi abbiamo registrato, come Organizzazioni Sindacali di Unicredit Services, l’incomprensibile posizione assunta dalla Capogruppo che impedisce, alle Lavoratrici/tori che hanno già in dotazione il PC portatile e il collegamento VPN (quindi senza problemi organizzativi o di costo), la possibilità di usufruire del Flexible Working (nuova denominazione del progetto Smart Working).
Ricordiamo che tale modalità di svolgimento della prestazione lavorativa, prevista e regolamentata da uno specifico accordo negoziato con le OO.SS., è stata più volte evidenziata, proprio da Unicredit, come una grande opportunità per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e, quindi, come segno distintivo della grande attenzione che il Gruppo ha nei confronti dei propri dipendenti, vantando, anche sul portale, riconoscimenti internazionali per essere una delle migliori aziende nelle quali lavorare.
Le ragioni di tale rifiuto sono oscure e incomprensibili, soprattutto se agli stessi dipendenti cui viene negato il Flexible Working, l’Azienda richiede poi di collegarsi da casa per risolvere problemi tecnici o monitorare le attività, in qualsiasi momento e ora della settimana. Ancora più incomprensibile se la richiesta arriva dai colleghi di Unicredit Services, dove il Flexible working è nato come pilota ed è operativo da anni … negli stessi uffici dove potrebbe venir concesso nell’immediato. Questa situazione crea barriere e divisioni tra Lavoratrici/tori, poiché a causa delle continue riorganizzazioni in tutti i Poli, vi sono, negli stessi uffici e per le stesse attività, colleghi autorizzati al Flexible Work e altri no ed è evidente che questa situazione viene vissuta come un’ingiusta discriminazione.
A fronte di tutto ciò l’unica spiegazione dataci è che il Progetto è in mano alla Capogruppo, la quale “procede per piazze!“ e non è possibile neppure sapere se vi è e quale sia il piano temporale di rilascio.
Crediamo che questa rigidità serva solo a complicare questioni semplici che potrebbero essere risolte in tempi brevi e con soddisfazione reciproca, senza buon senso si ottiene solo la demotivazione delle Lavoratrici/tori e non si rende Unicredit Services il “Best place to work”.
Riteniamo prioritario e non più derogabile sbloccare questa situazione, consentendo da subito l’applicazione del Flexible Work in tutti i Poli e per tutte le attività per le quali è possibile questa modalità di lavoro.

Le Segreterie di Coordinamento delle OO.SS. di Unicredit Services
FABI- FIRST/CISL- FISAC/CGIL- UILCA/UIL- UNISIN


Milano, 5 febbraio 2019

#Unicredit: Anche la Filiale Operativa Corporate di Roma verso lo sciopero

Comunicato unitario:

FILIALE OPERATIVA CORPORATE: “DARE CORSO” ALLA MOBILITAZIONE!

Con la partecipazione della totalità delle lavoratrici e dei lavoratori della Filiale Operativa Corporate di Roma si è svolta in data 16 Novembre 2018 l’assemblea sindacale, che si è resa necessaria per riferire le risposte aziendali alle problematiche complessive della struttura, durante l’incontro tenutosi lo scorso 31 ottobre 2018.

Come anticipato nell’ultimo comunicato sindacale unitario, la totale insoddisfazione delle scriventi OO.SS. proviene dalla riscontrata volontà aziendale a non prestare minimamente attenzione alle istanze presentate sui seguenti temi:

  • formazione;
  • normativa;
  • orario di lavoro e flessibilità individuali;
  • benessere lavorativo

A tutto questo si aggiunge la miope rigidità dell’azienda verso l’interlocuzione sindacale locale: difatti le funzioni aziendali presenti all’incontro non hanno dimostrato nessuna apertura ad un confronto costruttivo, teso anche a riconoscere le peculiarità territoriali di una realtà complessa come Roma.

Responsabilmente abbiamo offerto una reale disponibilità a ricercare soluzioni condivise, ma ci siamo trovati di fronte ad una interlocuzione prevalentemente di tipo tecnico, quindi inefficace allo scopo dell’incontro da noi richiesto e sollecitato più volte.

Dopo un ampio e partecipato dibattito le lavoratrici e i lavoratori hanno dato mandato alle Organizzazioni Sindacali di avviare la procedura di mobilitazione.

L’iniziativa intrapresa avrà maggiore efficacia se le sue ragioni saranno condivise da tutti, lavoratrici e lavoratori degli altri due poli della struttura (Verona e Treviso) ed assistenti corporate.

Facciamo nostre le parole di una collega, pronunciate durante l’assemblea: “nessuno si salva da solo”

  

Roma, 19 novembre 2018

 

RR.SS.AA. di Roma Unicredit S.p.A. e Unicredit Services

FABI   FIRST-CISL    FISAC-CGIL   UILCA    UNISIN

U C S v e g l i a t e v i!

Il piccato comunicato delle RSA UCS di Roma

In attesa che le giovani marmotte di HR si risveglino dal loro letargo, abbiamo risfogliato la dettagliata relazione post-assemblee semestrali che abbiamo consegnato loro l’8 giugno scorso, con la lista delle immondizie che questa azienda sbilenca quotidianamente scarica sui lavoratori di Roma.
Consuntivazione che si basa su dati fittizi.
Gravi rischi operativi per i colleghi.
Situazioni oggettive di stress da lavoro correlato.
Insomma la lista dei rifiuti, tangibili e no….continua qui