La democrazia sindacale questa sconosciuta…. e la “materia grigia” idem!

Se combiniamo la picture postata dalla Fisac Cgil di #Unicredit come testata del proprio sito con il post sulle votazioni sul fondo pensione di gruppo, quello che balza subito all’occhio è che la Fisac ha ragione: la materia grigia è veramente a richio! Per motivi diversi da quelli che voglio farci credere i soliti compagnucci (se non è fascismo o populismo è razzismo… che volete, le armi son quelle e gli argomenti scarseggiano).  Leggere un comunicato con toni così boriosi come quello sulla riforma dei Fondi Pensione voluti da UniCredit è alquanto stucchevole. Continua a leggere

In #UniCredit First Cisl e Uilca si smarcano e tendono la mano a Mustier? Dialogo con UniCredit sugli esuberi anche se UniCredit snobba i sindacati?

C’è chi pensa che il ruolo sindacale sia di semplice notaio delle decisioni aziendali. Con buona pace dei lavoratori!

First Cisl con Incletolli tende la mano a Unicredit: dialogo sui 6.000 esuberi. Incletolli dà addirittura già per scontata l’intesa. A fare il paio con il segretario First, ha pensato il segretario generale aggiunto della Uilca, Fulvio Furlan, anche lui, secondo indiscrezioni, molto disponibile al dialogo.

(…) Nel primo incontro tra Unicredit e i sindacati sugli esuberi l’istituto «ha mostrato un atteggiamento più dialogante rispetto ai toni intimidatori della lettera» sull’avvio della procedura relativa al piano industriale Team 23. Quello riportato qui su non è un estratto della nota ufficiale del gruppo di Piazza Gae Aulenti, ma una dichiarazione di un sindacalista. Esatto: un sindacalista. Trattasi di Mauro Incletolli. Prossimo all’esodo e nel frattempo segretario nazionale della First Cisl con ambizioni nemmeno troppo mascherate di scalare la sua sigla (…)

Tratto da Unicredit e Ubi Banca, ecco i subbugli sindacali

 

Immagine: https://www.patriziogatti.it

#Uilca #UniCredit: sondaggio sulla situazione esuberi

La UILCA crea un sondaggio ed intervista i lavoratori di UniCredit. Oggetto del sondaggio? Tema strettamente di attualità: i prossimi esuberi. I lavoratori fanno sapere a quali condizioni sarebbero disposti ad uscire, ma non solo. C’è anche il dubbio sul propriofuturo per chi resterà al lavaro. Buona iniziativa.

Il post UILCA qui:

Questione esuberi: la risposta al sondaggio

 

Qui i dati del sondaggio:

Comunicato su sondaggio esuberi e risultati

Sempre a proposito di UIL(ca)….

Estromessa dal tavolo sindacale #UniCredit nella Region Sicilia.

(…) Quello che è inaccettabile è che unaOrganizzazione Sindacale, segnatamente la Uilca, ribadiamo,che legittimamente ha ritenuto di non aderire allo sciopero, scriva attaccando l’iniziativa non solo e non soltanto di altre Organizzazioni Sindacaliampiamente rappresentative, ma delle Lavoratrici e dei Lavoratori della piazza di Messina che hanno aderito ad una manifestazione sacrosanta di astensione dal lavoro per motivazioni piùche legittime e dopo un tentativo di conciliazione miseramente fallito per inconsistenti contro proposte aziendali. (…)

Qui il comunicato sindacale

UIL: ascoltate e piangete! Questa è la nostra classe dirigente sindacale!!!

Gente che non ha la ben che minima relazione con la realtà. La necessità di manodopera specializzata c’è già ora sig Barbagallo, non la trova certo sui gommoni che arrivano dalla Libia.

Se ci sarà ripresa economica le imprese assumeranno nuovi operai, è vero, ma lo faranno in Polonia o Romania, o comunque là dove stanno portando le produzioni a basso valore aggiunto, quelle che richiedono soprattutto manovalanza non qualificata.

Licenziano in Italì (con il silenzio di UIL, CGIL e CISL) per assumere in altri paesi europei.

Ho scoperto da poco che, per esempio, in Brianza c’è un’azienda metalmeccanica con 200 operai che chiuderà. Senza lavoro? No, lavorano a pieno regime in Brianza e negli altri stabilimenti in Italia (Piemonte e Campania), ma per guadagnare di più stanno costruendo un impianto in Polonia. Nella sola operosa Brianza Lasceranno a casa 200 operai (in maggioranza immigrati extra comunitari) per fare un po’ di dumping sociale e rimpinguare il proprio conto economico, il tutto nel silenzio dei sindacati…

E’ questa l’Italia e l’Europa che vuole il sig. Barbagallo?

 

https://sceltalibera.tumblr.com/post/186310358187/parassiti-questa-poi-%C3%A8-ka-sigla-pi%C3%B9-inutile

https://assets.tumblr.com/post.js

CCNL bancari: altra proroga di un mese

Si è svolto il primo incontro con l’Abi per il rinnovo del CCNL Credito (contratto collettivo nazionale di lavoro Ndr). Le Organizzazioni Sindacali – riporta oggi una nota del sindacato dei bancari Uilca – hanno firmato un Accordo con la Controparte, concordando che gli incontri per il rinnovo del CCNL si svolgeranno entro e non oltre il 28 febbraio 2019 e saranno convenzionalmente considerati svolti entro il 31 dicembre 2018.

 

Banche: Uilca, accordo per il rinnovo del contratto nazionale

Fisac, Fabi e UniSin e il rinnovo del CCNL

(…) è ai profitti – non all’inflazione – che le organizzazioni dei lavoratori vogliono agganciare gli incrementi in busta paga. Insomma, gli istituti hanno le casse piene di quattrini: ecco perché Fisac, Fabi e Unisin vogliono trasferirne una parte sugli stipendi dei 290mila colletti bianchi. (…) In ogni caso, è sufficiente che una sola sigla si opponga, anche alla proroga di un giorno, che Abi sia costretta ad aprire le trattative. Qualcosa da questo punto di vista comincia a trapelare. Fabi, Fisac, Unisin e Uilca – la First Cisl resta isolata – sono d’accordo a presentare subito una piattaforma.(…)

Le condizioni di Fisac-Cgil e Fabi per una (eventuale) proroga del contratto dei bancari

CCNL Bancari: avanti in ordine sparso. La posizione First Cisl e UILCA

Giulio Romani “con queste regole le parti hanno solo tre possibilità: congelare tacitamente normative e retribuzioni fino al 2022, disdettare il contratto con la possibilità che sia disapplicato alla scadenza oppure prorogarne la scadenza o i termini di disdetta dandosi il tempo di trattare senza ricatti incombenti. Cosa sia preferibile non è necessario precisarlo, purché le valutazioni non dipendano, più che dal merito, dall’attenzione agli organigrammi dell’Abi”. 

Il segretario generale della Uilca, Massimo Masi ha spiegato di essere “d’accordo” con la proroga di dodici mesi proposta dall’Abi, sostenendo comunque che si debba andare verso una “posizione unitaria, che non può essere messa in discussione”.

Qui l’articolo

UILCA: Masi (Segretario Generale Uilca) non farà un passo indietro e minaccia querele ai dissidenti

Qualche settimana fa con una lettera aperta tre dirigenti sindacali Uilca chiedevano al segretario nazionale della stessa confederazione, Masi, di rinunciare alla propria ricandidatura al congresso della categoria di giugno (qui il post).

Stesso mezzo è arrivata la replica del segretario generale. 

Con una lettera Massimo Masi replica ai dissidenti interni ribadendo che intende ricandidarsi e restare alla guida della categoria fino al rinnovo del contratto nazionale che si prevede “difficile e complicato”.

Quello che ci preoccupa non sono le liti interne ad una sigla confederale quanto le affermazioni sull’imminente rinnovo del contratto nazionale di categoria. I litigi ed i contrasti per le nomine delle Segreterie sono state sempre un classico della battaglia politica interna ai sindacati. Con morti e feriti e recriminazioni.

Quello che preoccupa è il riferimento al CCNL. Ci dovremo aspettare un’ennesima concessione di diritti dei lavoratori a favore dei banchieri? In Banca Intesa sono già partiti i contratti in deroga al CCNL…se il buongiorno si vede dal mattino….

 

Per leggere l’intera lettera l’articolo qui di Firstonline

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Anche i sindacati bancari seguono le mode del momento.

Il compito principale, o forse unico, di un sindacato è la tutela dei lavoratori. Non la difesa dei privilegi di alcuni, non la ricerca ed il mantenimento di posizioni di potere e la spartizione di poltrone, non impegni pseudo politici che seguano la moda del momento. La difesa, invece, dei posti di lavoro, nelle situazioni nelle quali, purtroppo e drammaticamente sempre più frequenti, essi sono a rischio.

Sentire poi sigle sindacali (come quelle dei bancari) parlare di “democrazia” mette l’orticaria… Democrazia e sindacato? Due parole che non si possono usare nella stessa frase. I sindacati sono tutto tranne che democratici. Gli stessi sindacalisti nella maggior parte dei casi non sono neppure nominati dalla “base” (siano essi i propri iscritti o i lavoratori).
I Sindacati ormai sono una lobby che rappresenta più un potere economico e politico che sociale.
Basti pensare alle manifestazioni i difesa dell’Art.18. In centinaia di migliaia in piazza quando a chiederne la riforma era il Governo Berlusconi, pressoché nessuno quando la riforma è passata con il voto del PD.
Se a questo aggiungi che molti ancora fieramente espongono la falce e il martello, simbolo storico di antidemocrazia, oppressione e violenza, beh, il cerchio si chiude.

Sono questi i sindacalisti che ci rappresentano e che dovrebbero difendere i nostri diritti?
Occorre un nuovo modello di rappresentanza sindacale. Occorre  equiparare  le organizzazioni sindacali ad enti pubblici con obbligo di bilancio, rendicontazione, pubblicità, limiti e modalità di spesa.
Modifica dell’articolo 19 dello Statuto dei Lavoratori che riconosce il diritto di rappresentanza alle associazioni sindacali che risultino firmatarie di contratti collettivi di lavoro applicati nell’unità produttiva.
Occorre invece riportare la democrazia sindacale nelle Aziende, attribuendo ai lavoratori il diritto di scegliere i propri delegati sindacali svincolandoli dalle lobby della “triplice” che oggi rappresentano interessi più politici che sindacali.
Occorre abolire il conservatorismo sindacale ancorato a forme di gestione tipiche degli anni settanta ed ormai superate.
Con i profondi cambiamenti che il mondo del lavoro ha subito il sindacato si è trovato incapace di affrontare tempestivamente le problematiche inerenti le nuove emergenti tipologie di lavoratori. I sindacati sono in grande difficoltà ad adeguarsi ai cambiamenti della società.
Il cambiamento del mondo del lavoro deve essere accompagnato da un aggiornamento del modo di fare sindacato e di essere vicino ai lavoratori. Occorre perciò premiare coloro che effettivamente si spendono per tutelare i diritti e le retribuzioni dei lavoratori favorendo il riconoscimento di contratti di categoria con diritti minimi per tutti i dipendenti e contratti integrativi stipulati anche da singole Organizzazioni e validi solo per i loro iscritti. Questo permetterebbe anche di limitare la strumentalizzazione del sindacato a fini politici.
Torniamo al principio originario previsto dalla Costituzione.
Art. 39 Costituzione: “…Possono, rappresentati unitariamente in proporzione dei loro iscritti, stipulare contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria  per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si riferisce…” Poiché attualmente i sindacati operano come enti di fatto, i contratti di lavoro hanno efficacia limitata ai soli iscritti alle associazioni stipulanti. Tuttavia, la dottrina prevalente e la giurisprudenza (Cass. 2430/80, 5576/80, 190/81) ritengono che i contratti collettivi sono ugualmente applicabili alla generalità dei lavoratori anche se l’uno o l’altro (o entrambi) i soggetti del rapporto individuale non siano iscritti.
Assolutamente da modificare!

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Mai più fascismi, sindacati ribadiscono il valore della democrazia

Fabi, First/Cisl, Fisac/Cgil, Uilca e Unisin hanno realizzato cartoline che raccolgono l’appello nazionale promosso il 3 gennaio scorso.

(…) La Festa della Liberazione è quindi momento della memoria e di monito contro rigurgiti di violenza, odio, xenofobia e razzismo, sempre pronti a uscire dal buio della storia in cui sono stati relegati dalla determinazione e dal sacrificio di persone normali, che trovarono nella coesione la forza e il coraggio di ribellarsi.

Sono gli stessi principi di riferimento alla base della nascita e dello sviluppo del movimento sindacale, che nel mondo costituisce baluardo e simbolo attivo di solidarietà, libertà, giustizia e forza, unito contro qualsiasi forma di prevaricazione, discriminazione e sfruttamento. (…)

Tutto l’articolo qui

Immagine: Michele Pivetti

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