UniSin: ABI RIDUCE TRATTATIVA A RICATTO ECONOMICO, ROTTO IL TAVOLO

ABI RIDUCE TRATTATIVA A RICATTO ECONOMICO, ROTTO IL TAVOLO

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Nell’incontro del 23 marzo per il rinnovo del contratto dei lavoratori del credito le posizioni tra Sindacati ed Abi si sono confermate molto distanti, tanto che l’incontro si è concluso con la rottura delle trattative.
“Ancora una volta Abi ha voluto ridurre la trattativa ad un mero ricatto economico, a danno di nuova occupazione, area contrattuale e salvaguardia dei livelli occupazionali – spiega dopo l’incontro il Segretario Generale di Unisin Falcri Silcea, Emilio Contrasto – la risposta dei sindacati è stata negativa in modo compatto e si è arrivati alla rottura del tavolo”.

Leggi qui il comunicato stampa di UniSin:

ABI Riduce trattativa a ricatto economico

V CONGRESSO UNISIN GRUPPO BNL/BNPP

La battaglia ed il conseguente dibattito che UNISIN Gruppo BNL/BNPP combatte contro questo liberismo globalizzato non poteva che “arricchirsi” di capitoli quali il Jobs Act, la disoccupazione non solo giovanile e la crisi economica che impoverisce sempre più il Paese o meglio ampi e ben definiti strati sociali arricchendo per contro manager, speculatori ed evasori di qualsiasi tipo.

Un governo, non solo l’attuale, che nei suoi rapporti con le Parti Sociali, a tutti i livelli, ha oramai definitivamente abdicato al proprio ruolo super partes, di garante, di arbitro in grado di intervenire per dirimere le vertenze contribuendo all’individuazione di soluzioni equilibrate, schierandosi apertamente con la parte datoriale, ed adottando politiche del lavoro orientate alla ricerca della massima flessibilità tanto auspicata dalle associazioni dei datori di lavoro, che nella cruda realtà quotidiana si traduce in terribile precarietà. In un simile contesto, il conflitto sociale rischia di radicalizzarsi e UNISIN Gruppo BNL/BNPP è determinata a svolgere un ruolo da protagonista!

Nel caso specifico del settore del credito, il Governo si pone quale braccio armato di ABI, svolgendo per la lobby dei banchieri il lavoro sporco, consentendo alle banche di ottenere per via legislativa quanto esse non sono riuscite ad ottenere per via contrattuale: libertà nei licenziamenti, demansionamenti, libertà di controllo a distanza del lavoro. Anche tutto questo è nel Jobs Act!

Qui il  DOCUMENTO CONCLUSIVO V CONGRESSO UNISIN GRUPPO BNL BNPP

 

UnISin – CCNL: Trattativa in salita

IN AUMENTO LE DISTANZE DA ABI SU TUTTE LE QUESTIONI SUL TAVOLO

Durante l’incontro di oggi in Abi per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro si è affrontato il tema dell’area contrattuale e del jobs act.
Abi 10 03 2015

Abi ha, ancora una volta, presentato al Sindacato una posizione che, pur facendo qualche avanzamento rispetto alle originali proposte dello scorso novembre che – se accolte – avrebbero profondamente minato le tutele contenute nel contratto, chiede ancora alle Organizzazioni Sindacali maggiori flessibilità contrattuali, tra cui l’estensione delle attività da gestire attraverso l’applicazione di contratti complementari, ed ha espresso soddisfazione per le recenti novità normative in tema di lavoro introdotte con l’emanazione dei primi due decreti attuativi sul jobs act.

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UnISin: Il Punto su num.05/2015 – TFR e fisco

Il Punto su num.05/2015 – TFR e fisco

05 2015Trattamento di fine rapporto e fisco – cosa cambia con la recente approvazione della nuova Legge di stabilità. (Legge n.190 del 23.12.2014).

Come noto, con la recente entrata in vigore della Legge n. 190 del 23 dicembre 2014 (c.d. Legge di Stabilità), dal mese di marzo 2015 sarà possibile richiedere al Datore di Lavoro che il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) maturando venga versato direttamente in busta paga.

Ricordiamo, in premessa, che le vigenti disposizioni di Legge prevedono che una volta richiesto il versamento del TFR in busta paga, la scelta effettuata risulterà irrevocabile fino al 30 giugno 2018.

estratto legge 190 del 23.12.2014

CCNL è stallo sugli inquadramenti

CCNL è stallo sugli inquadramenti

2015 3 6-COMUNICATO-UNITARIO---CNL

 COMUNICATO UNITARIO

 Sono proseguiti in 5 marzo 2015 gli incontri in ABI per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro. L’ABI ha presentato il suo progetto di riforma dell’attuale sistema di inquadramenti che, partendo dal problema del consistente addensamento di personale nei livelli retributivi più elevati, ne propone una radicale revisione che stravolge fortemente le previsioni in essere contestualmente all’estensione dei criteri di fungibilità e all’eliminazione dei ruoli chiave.

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Unisin Mps denuncia: “Ancora inutili pressioni commerciali”

 

Unisin Mps denuncia: “Ancora inutili pressioni commerciali”

1415040044108 Unisin Mps denuncia: Ancora inutili pressioni commercialiSIENA. In una Banca che si appresta ad effettuare raggruppamenti azionari da carta topografica: 1:10, 1:20, 1:25.000….. assistiamo indignati al decadimento più doloroso, ovvero, il deterioramento dei rapporti e delle relazioni personali.

La dequalificante applicazione di strategie inutili, piani inadeguati, processi realizzati senza le dovute valutazioni di impatti fisici e tecnici, si sommano alla incapacità del top management e all’estremizzazione di tensioni tra Colleghi.

I Colleghi, infatti, sono le vere vittime… insieme agli azionisti di minoranza, di un potentato che ha distrutto quel valore di professionalità e di capacità d’instaurare rapporti di fiducia tra chi rappresenta la banca ed i clienti, per poi utilizzare strategie tese esclusivamente alla riduzione del costo del lavoro attraverso l’applicazione sistematica di strategie rivolte ai soli tagli di Personale.

Questo unico vero obiettivo, già realizzato nella nostra Banca con una contrazione del Personale che non ha eguali nel Sistema (-27%), potrà essere sicuramente utilizzato in un nuovo piano industriale che –come già ampiamente previsto- potrebbe rappresentare la dote del Monte nell’annunciato prossimo matrimonio.

I Banchieri” forti del jobs act, potranno brindare alla miracolosa fusione tra un Gruppo di 27.000 dipendenti con la Banca “X” che, a quel punto, potrà  presentare un piano epocale di ulteriore contrazione del Personale. Immaginiamo cosa potrebbe accadere se dal matrimonio prendesse origine una nuova Banca di 80/90 mila dipendenti. Quanti altri esuberi?

Tuttavia …mentre all’orizzonte si profilano scenari cupi, TIRANNUCCI che hanno perso il senso della propria professionalità (se mai ne hanno avuta una), immolano Colleghi sull’altare sacrificale di presunte inadeguatezze, false e pretestuose che il Sindacato è pronto, sempre e comunque, a stigmatizzare nelle sedi opportune.

Il Sindacato sarà sempre disponibile a raccogliere le testimonianze di vessazioni e di interventi che ledono la dignità dei Colleghi che, oltre essere vittime di questa ignoranza, vengono anche rimproverati per incapacità di realizzare risultati o peggio, per inadeguatezza gestionale delle risorse.

Vessazioni che avrebbero la presunzione di ottenere maggiori risultati… che dovrebbero modificare gli aggregati patrimoniali o magari gli eventuali rapporti di concambio. Aggregati patrimoniali che, in ogni caso, non spostano il giudizio sull’operato della dirigenza che ha ridotto in questa situazione la Banca più antica del Mondo.

Dunque invitiamo tutti i colleghi a segnalare ad ogni OO.SS. d’appartenenza, inadeguate richieste che si scostino pesantemente dagli obiettivi assegnati.
Obiettivi  “necessari” anche se discutibili… da raggiungere con professionalità e rispetto reciproco.

Rispetto che da troppo tempo manca nei confronti della Rete, vittima di un piano industriale che arrocca ruoli di “responsabilità” da salvaguardare. Tutti gli uomini e le donne che si interfacciano con clienti interni ed esterni, sopportando innumerevoli distorsioni di procedure ed inadeguatezze strutturali -realizzando sempre e comunque risultati – hanno questa consapevolezza, e sarà meglio che i “colleghi” che hanno perso la bussola del Rispetto la riconquistino immediatamente, non fosse altro per pretenderla a loro volta in un loro eventuale domani professionale e di vita.

LA SEGRETERIA

Fonte: www.ilcittadinoonline.it

 

 

UnISin: Jobs Act: I decreti aggravano lo scenario

Jobs Act: I decreti aggravano lo scenario

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I primi due Decreti Legislativi attuativi della Legge Delega 183/2014, meglio nota come JOBS ACT, sono stati licenziati (ironia della sorte!) dal Governo nella seduta del Consiglio dei Ministri dello scorso 20 febbraio.
I due Decreti riguardano, rispettivamente, il cosiddetto “contratto a tutele crescenti” e, dunque, il nuovo regime dei licenziamenti; e gli interventi di sostegno al reddito in caso di disoccupazione involontaria, con l’introduzione della cosiddetta “NASpI” (nuova assicurazione sociale per l’impiego).

Intanto il Governo si è apprestato a predisporre altri due schemi di Decreto, sempre in attuazione della legge delega, rispettivamente sul riordino delle tipologie contrattuali e sulla disciplina delle mansioni, e sulla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Si rinviano gli approfondimenti tecnici ad ulteriori documenti disponibili a breve1, intanto corre l’obbligo di esprimere la preoccupazione per lo scenario regolamentare che si va delineando sul mondo del lavoro.

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Banche: Dopo lo sciopero generale sono riprese le trattative

COMUNICATO UNITARIO

ABI  DOPO LO SCIOPERO GENERALE RIPRENDONO LE TRATTATIVE PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE

20 02 2015 com unSono riprese il 20 febbraio 2015 a  Roma le trattative per il rinnovo del Contratto Nazionale di Lavoro, dopo la convocazione da parte di Abi a seguito dello sciopero nazionale di categoria dello scorso 30 gennaio, che ha visto la convinta e compatta adesione dei colleghi e delle colleghe alla protesta e alle manifestazioni che si sono tenute in numerose città. In apertura il Presidente del CASL dotto Profumo, pur riconfermando le preoccupazioni espresse dall’Abi sulle prospettive del settore, ha dichiarato l’intenzione di riprendere il confronto sul contratto nazionale, con la disponibilità a rimuovere le pregiudiziali strutturali sulla parte economica del contratto (scatti di anzianità e TFR) espresse nei precedenti incontri, accettando un rinnovo contrattuale non a costo zero, pur specificando che comunque le disponibilità di controparte restano contenute.

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Veneto Banca, problema è cattiva gestione

Veneto Banca, problema è cattiva gestione

VENETO BANCA, PROBLEMA E’ CATTIVA GESTIONE  – RIFORMA POPOLARI NON LA RISOLVE, SERVE PIU’ CONTROLLO

vbancaIn merito alla perquisizione di stamattina presso gli uffici della popolare Veneto Banca, il Segretario Generale di UNISIN Falcri Silcea, Emilio Contrasto esprime “piena fiducia nell’operato della magistratura e della Guardia di Finanza e l’auspicio che si faccia presto chiarezza”, e continua evidenziando come “questo evento, insieme alle anomalie rilevate dalla Consob sugli andamenti dei titoli di alcune popolari a ridosso del varo del Decreto e ad altri numerosi scandali che hanno interessato anche di recente il mondo del credito, dimostra ancora una volta come il problema sia nella speculazione finanziaria, nella cattiva governance, nella pessima gestione da parte di amministratori e management e, talvolta, nella commissione di abusi e reati che, purtroppo, emergono con frequenza tanto in alcune banche popolari quanto in banche S.p.A., quotate e non quotate”.

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Unisin Mps: “Urgente un incontro con l’azienda sul futuro della banca”

Unisin Mps: “Urgente un incontro con l’azienda sul futuro della banca”

1415040044108 Unisin Mps: Urgente un incontro con lazienda sul futuro della bancaSIENA. Come nostra abitudine, abbiamo volutamente lasciato passare qualche ora prima di esprimere un parere, il più possibile obiettivo proprio perché emesso non a “caldo” , sulla pubblicazione dei risultati di Bilancio 2014 diramati dalla Banca dopo l’ultimo CdA. Alla luce di quanto emerso, appare urgente ed improcrastinabile un nuovo confronto a tutto campo con questo Management, per fare la necessaria chiarezza sul futuro di Banca Monte dei Paschi di Siena, coinvolgendo le Istituzioni finanziarie e politiche nazionali e tutti i portatori di interessi fino alle Associazioni dei piccoli azionisti. Questo perché risulta evidente, da tempo, la totale inadeguatezza della strategia finora perseguita dai vertici aziendali della Banca, se elaborata con l’obiettivo di traghettare la Banca fuori dalle difficoltà in cui si è venuta a trovare a causa di alcune vicende, oramai, a tutti ben note.

I lavoratori hanno pagato, e stanno pagando, un prezzo elevatissimo per colpe non ascrivibili a loro dove alla pesante riduzione del monte salari ha fatto riscontro una produttività in costante aumento a conferma delle elevate competenze professionali di tutto il personale. Le ristrutturazioni che si sono susseguite sono sembrate un “ostacolo” piuttosto che un ausilio alla maggior crescita. A che cosa sono servite? Ad inanellare dodici trimestrali consecutive in perdita. Dodici, per ora.

…continua…