Chicago torna agli anni 20

#Antifa #BlackLivesMattterTerrorists

#USA

Paese che vai, “democratici” che trovi

Grazie a Trump, i mullah si avviano al fallimento

I critici della politica di Trump nei confronti dell’Iran sono stati smentiti: le sanzioni americane stanno imponendo un notevole carico di pressioni sui mullah iraniani e sulla capacità di finanziare i loro gruppi terroristici.

Prima che il Dipartimento del Tesoro statunitense livellasse le sanzioni secondarie nel settore del petrolio e del gas naturale, Teheran esportava oltre due milioni di barili di greggio al giorno. attualmente, l’esportazione di petrolio iraniano è scesa a meno di 200 mila barili al giorno, il che rappresenta un calo di quasi il 90 per cento delle esportazioni.

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immagine: https://www.liberopensiero.eu

USA: Per UniCredit solo una sanzione da 900 milioni di dollari ma nessuna accusa penale

UniCredit SpA è in procinto di raggiungere un accordo con le autorità statunitensi per le accuse secondo cui la banca avrebbe fornito servizi di compensazione del dollaro ai clienti iraniani in violazione delle sanzioni statunitensi.

L’accordo di UniCredit sarebbe il secondo di una banca italiana. Intesa Sanpaolo SpA, la seconda più grande banca del paese, ha accettato di pagare $ 235 milioni a dicembre 2016 per risolvere le accuse di un regolatore di New York secondo cui avrebbe vanificato i controlli sul riciclaggio di denaro per un decennio.

 

Articolo in inglese:

UniCredit Near $900m Deal With US Over Iran Sanctions

Jewish voters are furious at Dems’ defense of Ilhan Omar

Lasinistra Americana contro Israele e gli ebrei americani? Ma chi l’avrebbe mai detto… un po’ come quelli nostrani…

Mark Dunec, a consultant in Livingston, NJ who ran for Congress as a Democrat in 2014, says, “I’m physically afraid for myself and for my family,” adding, “I see my own party contributing to the rise of anti-Semitism in the United States.”

(…)
“I feel confident that [Omar’s] words were not based on any anti-Semitic attitude,” House Speaker Nancy Pelosi said.

Jewish voters are furious at Dems’ defense of Ilhan Omar

Palestinesi: Sputare nel pozzo

di Bassam Tawil  •  27 settembre 2018

  • In realtà, i palestinesi hanno un messaggio prioritario per l’amministrazione statunitense ed è: vi odiamo e sobilliamo contro di voi, ma ci aspettiamo che continuerete a erogarci denaro contante per miliardi di dollari. E quando cercherete di aiutarci, ci riserveremo il diritto di sputarvi in faccia.
  • L’intera esistenza di Fatah, la fazione che domina e controlla l’Autorità palestinese, dipende essenzialmente dagli aiuti finanziari degli Stati Uniti, dell’Ue e di altri donatori occidentali.
  • Così, mentre i manifestanti chiedevano a Ramallah che gli Stati Uniti revocassero la decisione di tagliare i fondi all’UNRWA, gli uomini di Abbas a Gerusalemme Est hanno cercato di bloccare una riunione patrocinata dagli Stati Uniti per discutere in che modo aiutare l’economia palestinese.
  • Evidentemente Abbas e i suoi alti funzionari a Ramallah desiderano avere entrambe le cose: continuare a istigare contro l’amministrazione Trump e ricevere gli aiuti finanziati dai contribuenti americani.

Ancora una volta, i palestinesi inviano messaggi contrastanti in merito alla loro posizione nei confronti dell’amministrazione del presidente americano Donald Trump. Da un lato, i palestinesi condannano l’amministrazione Trump per la sua decisione di tagliare tutti gli aiuti americani all’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei profughi palestinesi (UNRWA); dall’altro, sono contrari a qualsiasi piano dell’amministrazione americana per fornire loro aiuti finanziari e migliorare le condizioni di vita.

Questa posizione palestinese non è soltanto un doppio gioco, ma riflette altresì lo stato di confusione e incertezza che regna tra la leadership palestinese a Ramallah in particolare e la popolazione palestinese in generale.

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Il talco potrebbe aiutare a finanziare Isis e talebani in Afghanistan.

A far luce sull’ingrediente noto ai più solo per il suo utilizzo nei cosmetici, vernici e plastica è una ricerca dell’ong Global Witness, intititolata “Prenderemo le miniere a qualunque prezzo – Lo Stato islamico, i talebani e le bianche montagne di talco dell’Afghanistan“. Un’analisi che si basa su decine di fonti ascoltate e immagini satellitari, dalle quali emerge come il talco afghano sia diventato una priorità strategica per l’Isis, assicurando entrate anche per il conflitto con i loro rivali, i talebani.

Un’industria, quella del talco, alimentata da un mercato di consumo esteso, in primo luogo quello statunitense, seguito da quello europeo, dove anche l’Italia gioca il suo ruolo. Consumatori e aziende che in questi paesi potrebbero, quindi, inconsapevolmente finanziare l’insurrezione afghana.

Interessante inhiesta ripresa da in ques’articolo:

Stato islamico e talebani: una miniera di soldi chiamata “talco”