Unicredit/VTS: Comunicato incontro di verifica V-TS


E’ tutto oro quel che luccica ?

Nella mattinata del 15/12 si è svolto , presso la sede UBIS di Lampugnano, il primo incontro di verifica, previsto dall’art.15 dell’accordo del 5/9/2013.

Per la delegazione sindacale erano presenti le Segreterie di Coordinamento Unicredit e le RSA VTS, mentre le delegazioni aziendali erano rappresentate da Monica Maci (IBM) Capo del personale di VTS e Marina Cappelli HRBP di VTS, mentre Unicredit era rappresentata da Antonio Beraldi delle relazioni sindacali di UBIS .

La presentazione del Responsabile del Personale di VTS è stata incentrata sull’evoluzione della società. Sono state mostrate delle slide ed è stata consegnata una brochure, in cui si riassumevano i numeri dei Lavoratori VTS in Italia e in tutta Europa e le iniziative industriali ad un anno dall’avvio della NewCo.

Al momento risultano 357 dipendenti in Italia, 44 dei quali provenienti da IBM (dove sono in aspettativa per due anni) con assunzione a tempo determinato per due anni. Ci sono almeno 16 nuove assunzioni in corso d’opera di lavoratori laureati, tra contratti di apprendistato e a tempo indeterminato. Il numero totale dei dipendenti VTS si attesta su circa 575 a livello globale (dati relativi al bilancio VTS), però stranamente le slide riportano il numero di 1000 employees, mentre da altre successive il numero si attesta sugli 820 circa.

Nei prossimi giorni analizzeremo dettagliatamente i documenti presentati nell’incontro, per poter meglio verificare i dati, ma sin d’ora notiamo delle distonie, perché i conti non tornano, a meno che l’azienda non abbia raddoppiato gli effettivi nel giro di sei mesi (ma non in Italia).La domanda sorge spontanea, perché c’è questa discrepanza di dati?

Non è che per caso, VTS considera come dipendenti anche i distaccati IBM presso VTS al 100% (circa 25 unità tra cui tutto il top management) ? Oppure si riferisce ai tantissimi consulenti IBM (a noi ne risultano circa 180, l’azienda ne dichiara più di 150), che lavorano continuativamente sul progetto di trasformazione e lo faranno almeno per due anni, sempre che un eventuale ritardo sulle operazioni di trasformazione, non obblighi la banca ad estendere le attività al terzo anno? Oppure parla dei lavoratori di IBM Polonia che risultano in pianta stabile all’interno dei gruppi di supporto tecnologico, ma che l’azienda non ha citato? Oppure dei tecnici di At&T (Partner privilegiato di IBM), che interfacciano quotidianamente i Lavoratori del network, spesso dimenticandosi che i Lavoratori di VTS ricevono direttive solo da manager VTS?

Oppure fa riferimento ai tanti consulenti terze parti (molti dei quali provenienti da società collegate ad IBM), che lavorano anch’essi all’interno dei vari team tecnologici?

O forse si riferiva ai 5 Lavoratori della Mauden (Premier Business Partner di IBM ), non 3 come riportato dalla Maci, che lavorano senza contratto del credito, all’interno della sala operativa e sono inseriti in turno coi Lavoratori VTS?

Tutti gli elementi sopra citati non sono sfuggiti all’attenzione dei sindacalisti presenti in sala, che le hanno rimarcate:

1) Le attività che sono state assegnate a IBM Polonia erano già all’interno del perimetro delle attività svolte dai lavoratori VTS? L’azienda ha risposto che intanto non si conoscono i numeri dei tecnici IBM Polonia impiegati su queste attività (probabilmente è male informata, perché i numeri erano stati già forniti dal responsabile delle linee tecnologiche IBM nel corso di un precedente incontro e sappiamo che entro questo fine anno dovranno essere circa 75).

2) L’azienda ha poi aggiunto che si tratta di attività di basso profilo, che non erano svolte dai tecnici VTS (falso, perché le attività svolte facevano parte dell’ordinaria amministrazione gestita dai gruppi di supporto e quindi risultano a tutti gli effetti delocalizzate in Polonia, anche se questo per il momento non genera carenza di attività per i lavoratori italiani).

3) Il fatto di assumere a tempo determinato del personale di provenienza IBM (in aspettativa), fa pensare ad un’attività destinata a finire e comunque non rappresenta un’immagine di sviluppo futuro di VTS.

4) L’azienda ha parlato testualmente di “sfridi” per quanto riguarda le relazioni tra At&t e personale VTS, quindi ha ripetuto e puntualizzato che il personale VTS deve prendere direttive solo da manager VTS. Ad oggi il responsabile dell’area network è un distaccato IBM ed ha sostituito un ex-UBIS dipendente VTS.

5) La presenza in sala operativa, di personale al quale non viene applicato il CCNL del credito, è in contrasto con le norme previste in materia di area contrattuale e l’azienda è stata più volte richiamata e sollecitata a superare questo problema.

Altri argomenti importanti che sono stati enunciati durante l’incontro sono:

1) V-TServices non è più in mono committenza, perché è stato acquisito un nuovo cliente (Banca Popolare di Sondrio), ma il contratto è stato firmato da IBM e non da VTS e i termini del contratto non sono stati resi noti (tempo, entità , servizi erogati etc….), però “le attività verranno girate a VTS, con esclusiva sul delivery”. Quindi a conti fatti VTS continua ad essere una società in mono committenza, ma con alcune potenziali attività in subappalto.

2) Su nostra richiesta, dal mese di ottobre sono state inserite nell’area HR due nuove risorse, che però non sono interfaccia diretta con i dipendenti.

3) A domanda specifica sul top management di VTS e sulla possibilità che qualcuno possa rientrare in UBIS, l’azienda ha risposto che non sono previste uscite di manager e nel caso provvederà alla sostituzione prima dell’evento.

4) Unicredit è molto soddisfatta dell’attività svolta da VTS, addirittura è emerso nel corso dell’incontro che nel primo anno ci sia stato un risparmio di circa 50 milioni. Dalle informazioni in nostro possesso questo dato non si evince, visto che a fronte di tale economia , potrebbe esserci un aumento dei costi sotto altre voci, per questo motivo è stato chiesto al Gruppo Unicredit di fornire dei dati oggettivi , che attestino il risparmio reale.

5) Nell’accordo del 5/9/2013, in una lettera a latere, l’azienda si impegnava ad armonizzare l’indennità di malattia, che a seguito dell’iscrizione da parte dell’INPS in una categoria commerciale diversa dal credito, sta generando alcuni problemi. L’azienda ha ammesso di non essere riuscita a risolvere il problema, forse perché nel corso di questi 15 mesi ha di fatto sottovalutato questo argomento, non riuscendo ad arrivare ad alcuna conclusione. In sede di incontro è stato suggerito a VTS di avvalersi della consulenza di Unicredit, visto che nel proprio gruppo gestisce una varietà di contratti e questo tipo di armonizzazione lo ha già applicato con successo da tempo.

6) L’azienda ha annunciato la nascita del portale commerciale di VTS http://www.v-tservices.com , che a ns. parere, arriva in ritardo per una società che ha come mission quella di andare sul mercato. Il portale ad oggi risulta incompleto e privo di contenuti, come se fosse stato aperto per l’occasione.

IBM con la sua presentazione (Monica Maci è IBM distaccata al 100% in VTS), ha voluto sottolineare che VTS è una società strategica per acquisire business in ambiente bancario (essendo VTS iscritta all’ABI, può lavorare a pieno titolo per le altre banche).

La nostra sensazione è che IBM non sia disponibile a rinunciare a questa gallina dalle uova d’oro, almeno finché Unicredit deciderà di servirsene, ma conoscendo la mentalità estremamente pragmatica della multinazionale, dobbiamo vigilare attentamente, per far si che alla fine dei cinque anni non ci possano essere spiacevoli sorprese a carico dei lavoratori VTS, mentre è balzato agli occhi di tutti come UniCredit reciti più la parte del cliente soddisfatto che quella del partner commerciale realmente presente in azienda e pronto a far valere il suo 49%.

In conclusione le OO.SS. terranno sotto attenta verifica e controllo questi punti:

1) l’acquisizione di nuovi clienti direttamente da parte di VTS, così come previsto al momento della creazione della NewCo, che garantirebbe il futuro lavorativo ai dipendenti VTS.

2) La delocalizzazione delle attività in Polonia deve essere un fenomeno limitato e non ulteriormente estendibile per quanto riguarda l’ordinaria amministrazione svolta dai tecnici VTS per Unicredit. Creare una struttura parallela in Polonia, che svolga le stesse attività dei tecnici italiani, aprirebbe scenari inquietanti e già visti in altri ambiti e questo il sindacato non può tollerarlo.

3) Vanno risolte le situazioni dei lavoratori presenti in sala operativa con contratto diverso dal credito. Il sindacato ne richiede l’integrazione nell’organico come prevedono le previsioni del CCNL di categoria.

4) Deve essere ridefinito il rapporto con At&t , perché il doppio ruolo di cliente e fornitore di servizio, configura un potenziale conflitto d’interesse, perché i lavoratori hanno spesso delle direttive aziendali che non coincidono con le direttive dei referenti tecnici di At&T, questo stato di cose espone i lavoratori a errori di valutazione e a stress da lavoro.

Milano, 18 dicembre 2014

LE SEGRETERIE DI COORDINAMENTO UNICREDIT
LE RR.SS.AA. VT-Services

VTS: IL LAVORO SI PIEGA, MA NON SI LASCIA SPEZZARE

mi piegoDi seguito il comunicato delle sigle sindacali presenti in VTS; un documento che disegna una difficoltà organizzativa già vista con le precedenti NewCo in casa Ubis.

Leggi qui il comunicato in versione pdf:

VTS: IL LAVORO SI PIEGA, MA NON SI LASCIA SPEZZARE

(Immagine: blog.libero.it)

VTS: IL LAVORO SI PIEGA, MA NON SI LASCIA SPEZZARE

Di seguito il comunicato delle sigle sindacali presenti in VTS; un documento che disegna una difficoltà organizzativa già vista con le precedenti NewCo in casa Ubis.

Leggi qui il comunicato in versione pdf:

                                                                                                                      

VTS – Una J.V. che non funziona?

Qui il comunicato unitario delle sigle sindacali di VTS (joint venture Ubis – IBM). Dopo nove mesi il Management di Ubis&Ibm sta mancando tutti gli obiettivi che si erano proposti (risparmi di 725 milioni in 10 anni e  ampliare il parco clienti offrendo servizi anche ad altre banche ed enti pubblici).

VTS – Una J.V. che non funziona.

SALLCA-CUB Unicredit: Addio sonni tranquilli!

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Il destino ci è avverso. Lavorativamente siamo nati bancari, come “moriremo”? Lo scopriremo presto. Unicredit non ha intenzione di rinunciare alle esternalizzazioni delle attività (e dei lavoratori). Basti pensare che l’OdS in oggetto dedica deine di pagine alle operazioni di outsourcing, e solo poche righe a quelle di insourcing!

SALLCA-CUB Unicredit: Addio sonni tranquilli!

SALLCA-CUB Unicredit: Addio sonni tranquilli!

Un preoccupante comunicato sul tema delle esternalizzazioni nel Gruppo Unicredit.

UniCredit: addio sonni tranquilli

Durante l’incontro tenutosi all’inizio dell’anno da Ubis con le Organizzazioni Sindacali firmatarie, l’Azienda aveva tranquillizzato i sindacalisti circa i progetti d’esternalizzazione. Ubis si era affrettata a comunicare la fine del progetto Newton e l’avvento di un periodo di bonaccia, fatto salvo poi inserire una postilla “salvo iniziative previste nel piano industriale Unicredit ed il passaggio in capogruppo delle funzioni di gestione dei processi di outsourcing”.

Detto, fatto; ed ecco spuntare a tempo di record il “GOG”. Il Group Outsourcing Governance (“GOG”) è quella struttura organizzativa di Capogruppo che ha tra le sue funzioni quelle di individuare le strategie sull‘outsourcing e/o insourcing (inteso sia come extra e infra Gruppo) più idonee a supportare le complessive strategie del Gruppo espresse nel Piano Industriale(…) in collaborazione con “Business Transformation (BT)” per le iniziative di internalizzazione relative al perimetro italiano.

Una volta definito il Piano Industriale, il GOG procede alla individuazione delle strategie sull’outsourcing e/o insourcing più idonee alla realizzazione dello stesso.

E tutto ciò è messo nero su bianco nell’ OdS n° 798 dello scorso Febbraio.

La policy di Gruppo sulla delicata materia delle esternalizzazioni ha lo scopo di definire principi e regole per la determinazione e la gestione degli accordi di “outsourcing” in ottemperanza alle leggi ed ai regolamenti vigenti; e specifica le strategie e le metodologie inerenti questi processi con l’indicazione degli elementi che si devono prendere in considerazione per decidere se una cessione di servizi s’ha da fare (consistenti risparmi economici, ricavi derivanti dalla fornitura di servizi a società terze (cosiddetti extra captive), miglioramento della qualità dei servizi…..).

Non solo, si dice che si potrà esternalizzare di tutto, fatto salvo ciò che la Legge definisce come compiti specifici degli organi aziendali; quindi l’esecuzione, in tutto o in parte, di processi, servizi o attività su base continuativa/ripetitiva che rientrano tra quelli normalmente svolte da una banca o società finanziaria (ivi inclusi i servizi ICT ed il trattamento del contante). Come detto, si può esternalizzare pressoché l’intera attività del Gruppo.

Anche la sub-esternalizzazione, ovvero l’esternalizzazione degli esternalizzati, non è un problema nè un rischio per Unicredit; l’importante è che i servizi costino sempre di meno! Ed in fondo Unicredit non poteva fare altrimenti visto che la sub-esternalizzazione è già una pratica: pensiamo ai servizi ceduti a VTS (la New.Co. realizzata da Unicredit con IBM) che sono già stati a loro volta allocati ad AT&T (multinazionale americana dei servizi telefonici che opera a fianco di IBM). Come tutto ciò si concretizzi in un risparmio per UniCredit rimane un mistero.

Ma la ciliegina sulla torta è l’attenzione dedicata alla exit strategy. Poiché errare è umano, e le numerosissime cause pendenti in tribunale per le più disparate tematiche (derivati, frode, usura, evasione fiscale, giusto per citarne alcune) stanno li a ricordarcelo, Unicredit ha deciso di fare proprio il detto “meglio prevenire che curare”.

Prima di procedere con la cessione all’esterno di attività occorrerà perciò definire una dettagliata descrizione delle attività da svolgere in caso di risoluzione contrattuale che potrà portare ad una re-internalizzare delle attività esternalizzate o ad una loro assegnazione ad altro Fornitore.

Insomma, a farci passare sonni agitati non bastavano le notizie che circolano e che ci dicono di un aumento dei costi dopo i processi d’esternalizzazione fin qui avviati (RadioServa dichiara che VTS stia fatturando addirittura servizi che non ha in gestione!) insieme all’impatto negativo dei rischi operativi (per VTS per esempio si parla di quasi 30 milioni di Euro!). Ci voleva anche questa comunicazione di Unicredit.

Diventerà prioritario perciò definire una politica di tutela dei lavoratori con “clausole di rientro” non fallimentari come quelle oggi definite perché questa Azienda non ha intenzione di fermare il processo di outsourcing.

Non credano i colleghi della Rete di essere immuni da questi scempi. Già dal 2010 UniCredit ha aperto in Repubblica Ceca Agenzie in franchising, ovvero possedute e gestite in modo misto (ed eventualmente maggioritario) da investitori e titolari non bancari e non appartenenti al Gruppo, col marchio UniCredit, ma con i rapporti di lavoro non in capo all'Azienda.

Considerando che analoga iniziativa è presente nella bozza di piattaforma redatta dall’ABI per il rinnovo contratto nazionale e che la strategia commerciale Retail di UniCredit sembra ormai saldamente imperniata su attrezzi ginnici, elettronica, stoviglie ed elettrodomestici, non è improponibile pensare che un dipendente UniCredit si trovi all'improvviso, e senza essersi spostato di un passo, a lavorare all'Unieuro.

 

C.U.B.-S.A.L.L.C.A. Gruppo UniCredit

www.sallcacub.org              sallca.cub@sallcacub.org

http://www.facebook.com/SALLCACUB

Sede Legale: Milano – Viale Lombardia 20; tel. 02/7063180402/70631804; fax 02/70602409

Sede Operativa: Torino – Corso Marconi 34 tel. 011/655897011/655897 fax 011-7600582

cicl in o. 10-4-2014

 

Qui in versione pdf:

Innovazione, un nuovo modello per le banche. Intervista a Massimo Schiattarella

Pubblicato su youtube da BancaforteABI

La joint venture tra IBM e UniCredit offre alle banche la possibilità di fare innovazione ottimizzando i costi. Ne parla Massimo Schiattarella, Direttore Generale Value Transformation Services.

Qui il video:

 

Oppure guardalo da qui accedendo a Youtube.com

Ubis: Comunicato sindacale unitario “Facite Ammuina”

“Facite Ammuina”
Ovvero Trasferimento dei rami d’azienda
“Group ICT and Operations” e “Security Network Services”
Da UBIS S.C.p.A. in Unicredit S.p.A… e non solo !!!

Scarica qui il comunicato in versione pdf: 20131118 Comunicato Ubis Facite Ammuina

IBM & UBIS: l’accordo sindacale per i colleghi ceduti a Value Transformation Services

in_out_sourceProgramma Newton – L’Accordo di trasferimento del ramo “ICT Infrastructure Management” di Ubis alla Newco Value Transformation Services.

Accordo Sindacale del 5 Settembre 2013