Quelle mani partigiane sporche di sangue

Fonte: Il Giornale d’Italia

Nella Capitale il libro “Il sasso che alza il cielo – La mia lunga ricerca della verità sui nonni uccisi dai partigiani “

Quelle mani partigiane sporche di sangue

Ieri la presentazione del volume di Lara Foletti a “Incontri d’Arte”, sul Lungotevere, con il patrocinio di Regione Lazio e Comune di Roma

Forse la verità non fa più così paura. Forse c’è finalmente voglia di raccontarli tutti, i fatti del secondo dopoguerra. Forse siamo un popolo che può crescere, migliorare, maturare. Forse. Perché se un libro come quello di Lara Foletti dal titolo “Il sasso che alza il cielo”, Faust Edizioni, viene presentato a Roma, sul Lungotevere, nel corso dell’evento “Incontri d’Arte: poesia romanesca e narrativa storica”, evento patrocinato dalla Regione Lazio e dal Comune di Roma e organizzato da Accademia di Musica Italia, si può finalmente sperare che certe vicende siano state finalmente consegnate alla storia. Il libro – del quale parleremo in maniera approfondita nei prossimi giorni e che intanto ci permettiamo di suggerire ai nostri lettori – reca documenti inediti e rivelazioni sulle violenze commesse dai partigiani negli anni della guerra civile in Italia. All’evento hanno preso parte, insieme all’autrice, la storica e critico d’arte Anna Iozzino, l’autrice e poetessa Stefania Angeliani e la critica e avvocatessa Licia De Pascalis.

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Cronache dalla guerra civile

Fonte: Il Giornale d’Italia

Storia nostra e verità nascoste

Cronache dalla guerra civile

Le indagini di Giorgio Pisanò e le orribili vicende di Mosso Santa Maria

Di guerra civile e verità nascoste abbiamo parlato a lungo in questi anni durante i quali, quotidianamente, abbiamo tentato di raccontare ai nostri lettori vicende storiche obliate dai libri di storia. Il problema più grosso, lo abbiamo detto e lo ripetiamo, sono i libri scolastici: quelli cioè su cui si formano le menti degli uomini di domani. I quali buon senso vuole che si rendano edotti della verità storica e non di un racconto di parte, anche perché sono passati più di settant’anni e questa roba non si sopporta davvero più. Della guerra civile in Italia abbiamo parlato a lungo, eppure tantissime sono le vicende da riferire, da esaminare, da conoscere per comprendere la nostra storia, tutta. Il lavoro egregio di Giorgio Pisanò, inoltre, non può restare sepolto, questo è certo. Il fatto è che i suoi documentatissimi scritti, frutto di anni di ricerche nei luoghi, di reperimento di testimonianze, di analisi delle prove, non sono di facilissimo reperimento, figurarsi.

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Crimini partigiani, quello che non bisogna dire

Fonte: Il Giornale d’Italia

Un viaggio nei documenti racconta di omicidi a sangue freddo, di atti criminosi e di ruberie

Crimini partigiani, quello che non bisogna dire

Mussolini tentò di frenare in ogni modo le rappresaglie, mettendo nelle ‘Federazioni-chiave’ uomini moderati: vennero tutti assassinati dai comunisti

Non si capisce il perché di certo ostruzionismo nei confronti della verità storica. Insomma, a quasi un secolo dalle vicende della guerra civile bisogna necessariamente essere lucidi e analizzare i fatti per come sono, non è più il tempo della demagogia, a chi serve più? Gli Italiani sono stanchi di sopportare atteggiamenti demagogici che hanno caratterizzato svariati decenni della nostra storia, atteggiamenti venati ancora oggi da un veleno che sembra incomprensibile data la distanza temporale che ci separa da quegli eventi. Siamo abituati a raccontare la storia attraverso documenti e testimonianze, lo facciamo ogni giorno e senza mai mancare di rispetto ad alcuno. Perché di lutti ce ne furono, e molti, da ogni parte della barricata: erano tutti Italiani, e tutti hanno il nostro rispetto. Proprio per questo rispetto occorre dire sempre la verità, e la bilancia in questo ambito è stata sempre “sbilanciata”. Qualche mattoncino in più, dunque, sul piatto della verità va messo, ed ecco qui di seguito alcune informazioni provenienti dal carteggio della RSI, conservato presso l’Archivio Centrale dello Stato di Roma, visionabile da tutti. Basta avere un po’ di buona volontà e andarsele a cercare, le informazioni: giacciono lì, in attesa.

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Partigiani assassini: il caso di Jaures Cavalieri, “stupratore seriale”

Fonte: Il Gionale d’Italia

Dal libro di Gianfranco Stella “I grandi killer della liberazione – Saggio storico sulle atrocità partigiane”

Partigiani assassini: il caso di Jaures Cavalieri, "stupratore seriale"

Condannato più volte per i suoi omicidi, l’Anpi quando morì ne fece invece addirittura un baluardo di libertà e di coraggio

Accade, quando si è curiosi, di imbattersi in volumi che ti lasciano il segno. Sfogli quelle pagine e senti lo stomaco rivoltarsi, man mano che procedi nella lettura. Ogni pagina è un colpo sferrato in pieno petto, roba che fa male e che però fa anche riflettere. Fa riflettere sulla giustizia dell’uomo, che – lo sappiamo dai tempi di Antigone – è cosa diversa da quella suprema di Dio. Succede di indignarsi, di chiedersi perché l’uomo possa essere capace di certe bassezze, e di domandarsi se ci sarà mai una giustizia. Che poi non si pretende ormai più la giustizia dei tribunali, perché i reati cadono in prescrizione e anche perché ormai oggi molte di quelle persone che dovrebbero finire dietro le sbarre sono già morte per conto loro, visto che di tempo dai crimini commessi ne è passato un bel po’.

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20 ottobre 1944: la strage dei piccoli bambini milanesi

Oggi, 20 ottobre, ricorre una delle stragi troppo spesso dimenticate, quella dei piccoli martiri di Gorla: 184 bambini furono assassinati dalle bombe anglo-americane, che il 20 ottobre 1944 colpirono la scuola elementare Francesco Crispi nel quartiere di Gorla, a Milano.
Quel giorno morirono, sotto i bombardamenti degli “Alleati”, 641 persone tra cui i 184 bambini, 19 maestre della scuola e altri 18 bambini del quartiere.

L’italiano che recupera i corpi degli eroi di El Alamein: «L’Italia li ha dimenticati»

L’italiano che recupera i corpi degli eroi di El Alamein: «L’Italia li ha dimenticati»

L’italiano che recupera i corpi degli eroi di El Alamein: «L’Italia li ha dimenticati»

“Mancò la fortuna, non il valore”, è scritto sulla lapide nel deserto, a poca distanza dal sacrario di El Alamein, il luogo passato alla storia come uno degli snodi più delicati della storia recente, la più violenta delle battaglie della Seconda guerra mondiale culminata con la sconfitta delle forze italo-tedesche guidate dalla “volpe del deserto”, Erwin Rommel, contro gli inglesi del generale Montgomery. Quegli italiani rimasti sul campo, quasi 5mila, sono stati dimenticati e abbandonati, molti nel Sacrario del posto, spesso esposto alle scorribande delle bande locali, ma non da un italiano, medico anestesista bolognese, Daniele Moretto, figlio di un militare caduto sul campo, che racconta la sua missione sul sito www.qattara.it. …continua…

ANPI: questi sono peggio dell’ISIS…

Che l’ANPI fosse diventato un soggetto politico gestito da trinariciuti rancorosi che vivono al di fuori della storia, era ormai  acclarato da tempo… ma qui si rasenta la paranoia. La gran parte della  resistenza mirava alla dittatura comunista, e le atrocità commesse  in nome di Stalin non furono diverse dalle efferatezze fasciste. Anche se qualcuno ancora oggi lo nega.

Giuseppina Ghersi, stuprata e uccisa da partigiani a 13 anni, la targa diventa un caso

 

Immagine: Whisper

È morto il soldato italiano fucilato tre volte dagli americani

ERA SOPRAVVISSUTO ALLO SBARCO IN SICILIA DEL ’43

È morto il soldato italiano fucilato tre volte dagli americani

È sopravvissuto a tre fucilazioni dei soldati americani e ha combattuto per vedere riconosciuta la verità storica dello sbarco alleato in Sicilia, fatto di crimini e atrocità verso i nostri soldati. E dopo aver avuto anche la soddisfazione di essere premiato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che nel 2012 gli ha conferito l’onorificenza di ufficiale della Repubblica, Giuseppe Giannola, l’ultimo sopravvissuto dei militari italiani che combatterono nell’isola nel 1943, è morto a 99 anni nella sua Palermo. …continua…

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