#UniCredit: mobilitazione contro esuberi raggiungerà Macron. Possibile !?!?!

#UniCredit e la #fabi: Ci sarebbe da ridere, se non ci fosse da piangere.

2 Agosto 2019  Di IlGattoRandagio

 

La fabi come il PD.

Come il PD, che diceva di andare in Europa a battere i pugni nell’interesse italiano ma poi mette un uomo di Renzi (uno cioé che da sottosegretario ha avuto in mano diversi dossier bollenti) alla corte di quell’Emmanuel Macron che ha ingaggiato da tempo una battaglia senza tregua con il governo italiano.

Ora è la fabi che snobba ABI, Bankitalia e persino Palazzo Chigi e si sposta alla corte dei francesi.

Quella della fabi è un’uscita spiritosa? Una battuta pungente?

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La vertenza #UniCredit approda in Parlamento: il video

2 Agosto 2019 Di IlGattoRandagio

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La deputata Carmela Ella Bucalo di Fratelli d’Italia ha preso la parola alla Camera: “È la paradossale situazione dell’Azienda UniCredit che da oltre 140.000 dipendenti, oggi è arrivata a circa 86.000. Tagli che nessun altro gruppo bancario italiano o europeo ha fatto fino ad oggi. 
Particolare la posizione dell’intera area commerciale di Messina dove è in atto una drastica diminuzione di organici a fronte di una rilevante carenza di personale. Da evidenziare la mancata assunzione di giovani che negli ultimi anni sono stati meno di 20 e la carenza di formazione del ….continua qui

La polita e le banche: il caso #UniCredit

La politica sul caso #Unicredit.

25 Luglio 2019 Di pierluigi masiero

 

L’On. Rampelli (FdI) interviene sugli esuberi in #UniCredit e giustamente ribadisce come la situazione attuale sia il risultato di una gestione scellerata messa in atto da manager che non si sono dimostrati in grado di valorizzare Unicredit come eccellenza italiana nel credito. Da Mr. Profumo in poi tante le scelte (poco) strategiche che hanno minato la solidità della banca.

Ma di colpe ne ha anche la politica nostrana. Dov’erano i politici (anzi dove sono!) quando Unicredit praticava il dumping sociale spostando attività all’estero, là dove il lavoro ha un costo minore? Dov’erano i politici quando #UniCredit siglava accordi con il Governo Rumeno per finanziare le loro univeristà e assumeva (e assume) centinaia di giovani informatici a scapito dei nostri giovani laureati?

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Pubblicheremo tutte queste persone che hanno preso le difese della politica aziendale di Mustier e sono tutti quelli che, stando sul libro paga della banca, si prestano volentieri

La fabi minaccia la gogna mediatica….

Lando Maria Sileoni duro contro il Ceo di Unicredit

Lando Maria Sileoni duro contro il Ceo di Unicredit

25 Luglio 2019 Di IlGattoRandagio

(…) “Mustier ha scritto ai dipendenti e non ha smentito questo numero. Mustier è un personaggio particolare. Non è un banchiere tradizionale come quelli che conosciamo un po` tutti. E’ un banchiere che ha delle sue particolari ambizioni, sostanzialmente tutta questa smobilitazione rispetto al territorio italiano è stata messa in piedi perché ha l’ambizione di trovare un partner internazionale, quindi vuole fare da predatore e non da preda, cercando di far diventare il gruppo Unicredit il primo in Europa, lasciando il territorio nazionale”. (…)

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Questa è l’etica in #UniCredit?

#UniCredit e le indebite pressioni anti sindacali

#UniCredit e le indebite pressioni anti sindacali

26 Luglio 2019 Di IlGattoRandagio

 

29 luglio: sciopero per tutti i lavoratori UniCredit di Messina e Provincia.

Unicredit non consente a diversi lavoratori che sono in ferie di esercitare il diritto di sciopero nella giornata del 29 luglio.

#UniCredit non è nuovo a tale prassi, ma mentre la fabi chiede l’intervento del Presidente della Repubblica, la soluzione sarebbe molto più semplice: esposto alla Procura della Repubblica.

Ecco l’etica tanto sbandierata da UniCredit!!

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Cosa nasconde Unicredit ai lavoratori italiani?

Cosa nasconde Unicredit ai lavoratori italiani?

26 Luglio 2019 Di IlGattoRandagio

 

Utili miliardari, ed in ulteriore crescita, cost-income migliore in Europa, cessione degli asset più redditizi. In cambio un Piano Industriale che sembra prevedere 10.000 posti di lavoro in meno. Tutto questo non è accettabile, come già dichiarato dai Segretari Generali delle nostre Organizzazioni. L’ennesimo piano industriale che si consuma solo sulla pelle dei lavoratori, risulta essere altresì insopportabile in una fase assai critica e delicata del rinnovo del Contratto Nazionale. continua qui

Emilia-Romagna: sinistra vuole una legge che impedirebbe a chiunque di opporsi all’ideologia gender.

omotransnegatività bologna legge bavaglio

Continua il dibattito politico, in particolare in Emilia-Romagna, sulla legge contro l’omofobia. Lo scorso 9 luglio la comunità pro life ha registrato un’importante vittoria quando, in seno al Consiglio regionale dell’Emilia-Romagna, la votazione sulla proposta di legge contro «l’omotransnegatività e le violenze determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere» ha subito una battuta d’arresto ed è stata rinviata.

Discussione ripresa in questi giorni in Assemblea regionale, con una pioggia di emendamenti da parte del centrodestra. Le ultime notizie di ieri sera, infatti, parlano di una maratona notturna per tentare di approvare una legge considerata dalla destra e dai pro life come profondamente liberticida, in quanto impedirebbe a chiunque di opporsi all’ideologia gender, accusando di discriminazione chiunque affermi che non si possa essere maschi o femmine indipendentemente dal proprio sesso o che ogni bambino ha bisogno di un papà ed una mamma.

Il centrodestra si è opposto alla proposta di legge presentando 1.787 emendamenti, che hanno portato appunto a proseguire ad oltranza. Gli emendamenti, infatti, vanno discussi e votati uno per uno. Secondo gli ultimi aggiornamenti rilasciati dall’agenzia Dire, l’Assemblea – dopo 26 ore di discussione – è arrivata a votare l’articolo 4, sui 12 totali, mettendosi alle spalle circa 520 emendamenti. Durante la discussione i consiglieri regionali, in particolare quelli del Partito Democratico, hanno organizzato i turni per riposarsi e persino per andare in bagno, garantendo comunque sempre il numero legale in aula. La votazione vera e propria è iniziata intorno alle 3 di notte, dopo i vari interventi degli esponenti del centrodestra. Una breve pausa c’è stata alle 5:30 per un tilt del sistema elettronico di votazione. Come riporta Dire, dalla stessa Regione Emilia-Romagna fanno notare che una maratona del genere non si era mai vista, neanche per leggi molto importanti sul bilancio o su provvedimenti di natura strettamente politica. Solo nei primi anni 2000 un consigliere regionale di Rifondazione comunista presentò circa 2 mila emendamenti ad una legge, ma sicuramente non ci fu un’eco mediatica di tale portata.

Gli attivisti del circolo territoriale di Pro Vita & Famiglia Bologna e di Bologna per la vita continuano intanto il loro impegno per ribadire il loro “no” a questa legge. Il 9 luglio erano presenti durante la discussione della proposta con dei bavagli arcobaleno, che gli stessi attivisti hanno definito «un simbolo del potere della dittatura del pensiero unico contro la libertà e la priorità educativa dei genitori nei confronti dei figli». Anche in questi giorni i ragazzi e le ragazze del circolo territoriale sono stati presenti davanti al palazzo della Regione Emilia-Romagna per protestare contro «una legge ideologica e indottrinante che vuole entrare in tutti i settori della società, scuola, lavoro, sanità e non solo. Una legge che ha lo scopo di dare fondi, spazio e potere alle associazioni Lgbt», come ha dichiarato sui social Matteo Di Benedetto, referente di Pro Vita & Famiglia Bologna.

Di Benedetto ha inoltre dichiarato che quello che si chiede alla Regione è di «non approvare questa folle legge e, qualora passasse, sarà necessario impegnarsi per arrivare alla sua cancellazione».

Intanto la contrapposizione del centrodestra ha scatenato una battaglia politica e forti polemiche. Il capogruppo del Pd Stefano Caliandro ha più volte dichiarato di voler andare avanti ad oltranza fino a quando non si arriverà all’approvazione della legge. A guidare l’opposizione è invece il relatore di minoranza Michele Facci, esponente di Fratelli d’Italia, alleato con la Lega e autore della maggior parte degli emendamenti. «Si vuole mettere il bavaglio a chi la pensa diversamente», ha detto «ed è grave che la Regione decida di schierarsi a favore di uno specifico orientamento ideologico. Esiste già una legge nazionale che tutela le persone dalle discriminazioni, questo provvedimento non ha senso». A fargli eco un altro esponente di FdI, Giancarlo Tagliaferri, che ha spiegato che «non è una battaglia strumentale, ma vuole combattere un’ideologia e una visione del mondo che discrimina chi la pensa diversamente. Non vogliamo discriminare nessuno ma neanche far discriminare le famiglie italiane». Tra Pd e centrodestra, poi, la posizione del Movimento 5 Stelle che, seppur critico su molti punti della legge, resta sostanzialmente a favore.

Si attendono nuovi aggiornamenti sugli sviluppi e i risultati della discussione di questa notte.

Salvatore Tropea

fonte qui

Dichiarazione del Comitato Ristretto del CAE di Unicredit sui presunti esuberi

Dichiarazione del Comitato Ristretto del CAE di Unicredit sui presunti esuberi

 

26 Luglio 2019  Di IlGattoRandagio

Se i piani di #UniCredit dovessero comportare ulteriori riduzioni dei posti di lavoro c’è la volontà che i Sindacati, i Rappresentanti dei Lavoratori ed il CAE combatteranno con forte determinazione contro tali progetti. I Lavoratori hanno già pagato un prezzo elevato nell’ambito degli ultimi piani industriali e non accetteremo ulteriori sacrifici e riduzioni degli organici.

Leggi qui il comunicato del  Select Committee del Comitato Aziendale Europeo di Unicredit

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